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Nintendo, il DSi è un successo

Con la nuova console portatile DSi, Nintendo ha ricevuto una calda accoglienza in Europa e USA, vendendo circa 600mila unità nei primi giorni di distribuzione. La società conferma di non voler tagliare i prezzi delle sue console nel breve periodo

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Sono circa 600mila i dispositivi portatili DSi venduti da Nintendo a pochi giorni di distanza dal loro debutto nei mercati al di fuori del Giappone. La nuova versione della famosa console portatile DS della società giapponese specializzata nel gaming ha ricevuto una buona accoglienza sia in Europa che negli Stati Uniti con volumi di vendite sostenuti, che potrebbero costituire il preludio per un nuovo importante successo nel competitivo comparto del gaming in mobilità.

«Questi primi risultati sul lancio [di DSi, ndr] soppiantano le vendite registrate all’indomani del lancio delle versioni precedenti di Nintendo DS. Ciò dimostra come DSi abbia ricevuto un’accoglienza molto calda su scala globale» ha dichiarato Satoru Iwata, presidente di Nintendo, valutando i promettenti risultati delle vendite tra Stati Uniti, Europa e Australia. Stando alle prime informazioni, le vendite sui mercati statunitensi ed europei sarebbero al momento equivalenti e pari a circa 300mila unità vendute nei primi giorni di commercializzazione del prodotto.

DSi costituisce il terzo importante aggiornamento per la serie di console portatili Nintendo DS. Il nuovo modello apporta alcune innovazioni sostanziali come nuove funzionalità multimediali, per la riproduzione dei file musicali, e due videocamere utilizzabili per alcune specifiche applicazioni e naturalmente per i videogiochi. Il nuovo modello è stato introdotto inizialmente sul mercato giapponese verso la fine del 2008 per arrestare il declino nelle vendite della precedente versione DS Lite. Nintendo ha raggiunto l’obiettivo sperato, vendendo in Giappone circa due milioni di dispositivi in appena cinque mesi.

Un rallentamento fisiologico nelle vendite interessa, invece, la console Wii nel mercato giapponese. Al momento, la flessione non sembra impensierire più di tanto Nintendo, che attraverso il suo presidente ha dichiarato di non avere alcun piano per una riduzione dei prezzi dei suoi dispositivi nel breve periodo. «Se producessimo un prodotto che è simile agli altri e i prezzi più bassi consentissero di vendere di più, allora un taglio dei prezzi potrebbe essere una strategia efficace per aumentare le vendite, tuttavia, non credo che i videogame siano il genere di prodotto [adatto per questo ragionamento, ndr]» ha dichiarato Iwata, escludendo per ora un ritocco dei prezzi per le sue console Wii e DSi per rispondere alla crisi economica.

Il presidente di Nintendo ha poi aggiunto una considerazione sul proprio modello di business per i videogiochi: «Invece di aumentare le vendite con un taglio dei prezzi, credo che dovremmo investire più tempo ed energie per realizzare intrattenimento di qualità, così che i nostri prodotti possano rimanere ai primi posti nella lista dei desideri dei nostri clienti». L’impostazione adotatta finora ha consentito alla società giapponese di resistere ai gelidi venti della crisi economica, mantenendo alti i volumi di vendite e il fatturato. La strategia sembra per ora funzionare ed esclude la possibilità di una riduzione dei prezzi probabilmente fino alla prossima trimestrale di cassa, quando i dati definitivi sullo stato di salute di Nintendo potranno suggerire l’adozione o meno di nuove soluzioni per mantenere alto il volume delle vendite.

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