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Qual è il meccanismo?

Ieri, in radio, parlavano di una curiosa asta su eBay nella quale una ragazzina avrebbe messo in vendita la nonna. La domanda è sorta spontanea: ma perchè certe notizie vengono ancora a galla? Ma come è possibile che un giornalista decida di parlare di una notizia simile, visto che si basa sul nulla nel modo [...]

Ieri, in radio, parlavano di una curiosa asta su eBay nella quale una ragazzina avrebbe messo in vendita la nonna. La domanda è sorta spontanea: ma perchè certe notizie vengono ancora a galla? Ma come è possibile che un giornalista decida di parlare di una notizia simile, visto che si basa sul nulla nel modo più conclamato possibile?

Poi, aprendo il sito Reuters, si scopre che la notizia giunge anche alla homepage della più nota ed apprezzata delle agenzie di stampa:

Il sito di aste online eBay ha bloccato l’annuncio di una bambina di 10 anni che stava cercando di vendere su Internet la nonna “lagnosa”.

Zoe Pemberton, inglese, ha messo all’asta la nonna 61enne senza prezzo di riserva, descrivendola come “rara e fastidiosa, e molto lagnosa”.

Ma la pensionata Marian Goodall — ha scritto sua nipote — è anche “molto tenera”, e le piace bere il tè

Sfugge dalla comprensione, però, quale sia il meccanismo che porta certe notizie ad assumere rilievo. Nell’orda di informazioni di cui ci nutriamo giornalmente, perchè certi scherzi vengono presi sul serio trovando immotivata ed inspiegabile notorietà?

  • Perchè abbiamo tutti un forte bisogno di sorridere
  • Perchè Reuters “vende” notizie, e queste notizie sono “vendibili”
  • Perchè Internet fa notizia
  • Perchè Internet è ancora considerato alla stregua del fenomeno scherzoso
  • Perchè si vuol far passare Internet come un fenomeno poco serio
  • Perchè una notizia proveniente da un ufficio stampa costa poco e rende qualcosa di più
  • Perchè in assenza di qualità ci si accontenta della quantità

Ogni altra ipotesi è ben accetta.

p.s. vendesi moglie usata, buono stato, simpatica ed intelligente, causa alti costi di gestione

Se vuoi aggiornamenti su Qual è il meccanismo? inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

  • Carlo Felice Dalla Pasqua

    Giacomo, da giornalista posso dirti che al 99 per cento in questo caso internet non c’entra, così come non c’entrano, almeno per una volta, gli uffici stampa. Alla radio l’hai sentita probabilmente perché l’hanno data la Reuters e forse qualche altra agenzia. E quelle agenzie l’hanno messa in rete perché “notizia” è fondamentalmente ciò che è ancora sconosciuto al pubblico e ciò che è unico o raro o insolito (la solita storia dell’uomo che morde il cane). Notizia non è soltanto: “Obama è stato eletto presidente degli Stati Uniti” o “Un terremoto ha provocato mille morti”. Certo, esistono notizie più o meno importanti e più o meno degne di essere approfondite e sviscerate, ma di notizie ne esistono molte e ognuno poi dà loro una gerarchia a seconda delle sue convinzioni o a seconda del pubblico che vuole raggiungere.
    Tieni poi conto che, nei limiti di una necessaria deontologia e del buon gusto, un giornale o una trasmissione radio o tv o un sito internet di informazione si basano e si mantengono in vita anche sul numero di lettori (vale per tutti, anche per le testate più “seriose”). E, a naso, credo che quella non sia stata la notizia meno ascoltata e ricordata della trasmissione.

    Se ho dato l’impressione del professorino, dico subito che non era mia intenzione e chiedo scusa in anticipo. Ciao :)

  • Jepessen

    Perchè il giornalista è ignorante sull’argomento, ergo vede una cosa un poco particolare e secondo lui è uno scoop da prima pagina…

  • http://www.giacomodotta.it Giacomo Dotta

    E ci mancherebbe Carlo, anzi! Il post non vuole giudicare la scelta, ma i motivi di questa scelta. Perchè ogni motivo ha una propria ragion d’essere, ha i propri compromessi ed ha una sua natura.

    Quello che dici lo condivido: mi sembra un compromesso tra necessità commerciali, vendibilità di notizie curiose e necessità di fornire informazioni “simpatiche” per raccogliere un pubblico maggiore.

    Il che, a mio avviso, sta in piedi come ragionamento. Mi chiedo però se un nome come la Reuters debba accettare questa dinamica. Perchè mette in gioco in parte il proprio brand, ed il compromesso in questo caso è forse eccessivo.

    La frase finale ha un suo significato. E’ per mettere in evidenza, per affiancamento, come il mio avviso dovrebbe valere quanto quello della ragazzina. Ma domani la Reuters non pubblicherà “Blogger mette in vendita la moglie”, che di per sé è parimenti curioso.

  • http://www.giacomodotta.it Giacomo Dotta

    Interessante il tuo passaggio:

    “notizia” è fondamentalmente ciò che è ancora sconosciuto al pubblico e ciò che è unico o raro o insolito

    Perchè in effetti quello che qui è pane quotidiano, altrove è ancor oggi una novità assoluta. Milioni di persone non sanno cosa sia eBay in Italia, e per loro questa è una notizia. Forse è di questo che occorrerebbe preoccuparsi.

  • Carlo Felice Dalla Pasqua

    Giacomo, tu scrivi “Forse è di questo che occorrerebbe preoccuparsi”. Io direi che è di questo che bisogna tenere conto quando si scrivono e si valutano le notizie. Personalmente non mi preoccupo molto che ci siano milioni di italiani che non conoscono eBay, come non mi preoccupo che ci siano milioni di italiani che non conoscono il Cern o che hanno appreso soltanto l’altro ieri al telegiornale (purtroppo) dove sono le Samoa.

    Dobbiamo stare attenti a non considerare i confini del nostro mondo come quelli del mondo di tutti. Io, per esempio, ignoro i prezzi di molti generi alimentari (non è un vanto, tutt’altro, ma è un dato di fatto) e credo che questa mia mancanza sia molto peggiore di quella di chi non sa che cosa sia eBay. Per questo se in un qualche sito internet io trovassi una sezione con i prezzi dello zucchero o delle melanzane, non la considererei un’informazione inutile, anche se milioni di casalinghe già la conoscono. E tutto questo a prescindere da scoop o non scoop (non credo che la storia di eBay sia stata presentata come uno scoop, vero?).

    Ti ringrazio per la conversazione avuta fin qui. Ciao :)

  • http://www.webnews.it Giacomo Dotta

    Argomentazioni condivisibili, perchè teoricamente è così in effetti. Occorre non confondere i propri confini con i confini del reale.

    Conoscendo questo piccolo mondo della rete (e anche questo in modo parziale), penso però anche che vi sia il dovere di stigmatizzare quel che non è rilevante. Allo stesso modo pretendo che il mio negoziante di fiducia mi segnali il crollo del prezzo delle fragole, piuttosto che lo sconto di 1 centesimo sul prezzo delle angurie.

    Quella di eBay è una non-notizia. Fa rumore. Le curiosità sono molte altre.

    Anche noi abbiamo pubblicato notizie curiose provenienti da eBay. Ricordo quella della ragazzina che aveva acquistato un escavatore pensando si trattasse di un giocattolino (ops, non era eBay ma una piattaforma simile), ad esempio.

    Nessuno di noi può saperne in ogni ambito. Anche io al supermercato mi perderei tra prezzi che non conosco e non so valutare. Per questo, però, sarei lieto di essere informato su quelli che sono i veri trend, le vere convenienze, le vere qualità.

    L’informazione di qualità dovrebbe fare questo. Per cui non mi scandalizza che la notizia sia emersa. Mi scandalizza il fatto che trovi eco su Reuters, radio, e chissà in quanti altri posti. Mia madre, che non conosce eBay, penserà che il web è sempre la solita macchietta poco affidabile e piena di gente strana e false convenienze. E come farle cambiare idea: “l’hanno detto pure in radio…”

    Grazie a te. E’ questo il post che volevo. Anche se nessuno ha ancora fatto offerte per la moglie :)

  • Carlo Felice Dalla Pasqua

    Ma tu vuoi proprio che mia moglie metta (realmente) all’asta me su eBay? ;) (con il rischio molto concreto di un flop…)

  • Braccinocorto

    Quale è la base d’asta?
    Nel caso,potrei ri-cederla,successivamente?
    C’è il diritto di recesso?
    Ci son foto?
    Come intuisci dal nick,nn posso far delle grandi offerte…ma se c’è l’affare, se ne può parlare…

  • Enzo R.

    Un servizio sulla bambina e la nonna è apparso anche in un importante TG nazionale (purtroppo, non ricordo quale). A parte questo, trovo molto interessante lo scambio di commenti, tra il serio e il faceto, provocati dal post di Giacomo. Tuttavia, mi appare eccessiva l?enfasi conferita al fatto, pur condividendo su un piano generale la legittimità degli interrogativi sollevati da Giacomo.
    ?L?orda d?informazione di cui ci nutriamo giornalmente? comporta, se non altro per ragioni statistiche, un pedaggio da pagare in termini di contenuti che appaiono fesserie per una parte dei lettori e fatti interessanti per altri. Ogni informazione ha un fornitore ed un fruitore: ambedue, per ragioni diverse, influiscono sulla qualità dell?informazione trasmessa. Se siamo in ambito commerciale, è la percezione del fruitore che determina, in base alla propria cultura e sensibilità, il valore/qualità di un?informazione.
    Se questo è vero, la notizia in questione può apparire uno scherzo o materia su cui meditare: la gamma compresa tra questi estremi è vasta, perché vasta è la tipologia dei lettori. Una bambina di 10 anni che sa accedere a e-bay ed utilizzarla non sorprende chi ha un minimo di nozioni di internet: è un segno dei tempi. Se la stessa bambina vuol vendere la nonna i casi son due: o possiede un precocissimo senso umoristico o dimostra, a dir poco, uno sviluppato quanto preoccupante cinismo. Nel primo caso la notizia può trovare posto ?tra un enigma e l?altro? di pubblicazioni del ramo. Nel secondo, il fatto può interessare lettori dotati di un minimo di sensibilità e gli stessi psicologi e sociologi. E conseguono i fatidici interrogativi: è il fine che giustifica i mezzi o è il mezzo che suggerisce il fine?

  • http://www.wicked.it/story/433 wicked.it

    Perchè Internet fa notizia?…

    Cattivo esempio di comunicazione, un’assurda notizia riguardante Ebay viene prima ripresa dai giornali eppoi viene fuori che è tutta fuffa, ma qual’è il meccanismo?…