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Electronic Arts “gioca” con Facebook: acquisita Playfish

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Che Electronic Arts, il colosso americano dei videogiochi, sia interessato ad una scalata verso il colosso dei social network Facebook?

Niente di tutto questo, almeno per adesso. EA per ora entrerà, questo sì, nel mondo del social network più in voga del momento, ma lo farà da una porta d’ingresso particolare e sicuramente molto più coerente con il proprio core-business, ovvero dal lato ludico di Facebook.

La notizia di cui parliamo è infatti l’acquisizione di Playfish, il secondo maggior produttore di giochi per la piattaforma di Facebook, un affare dal valore di circa 400 milioni di dollari totali tra pagamenti cash, azioni e “bonus” vari in funzione del raggiungimento degli obiettivi prefissati.

In questo modo Electronic Arts allarga i propri orizzonti portando il proprio know-how, maturato con una lunghissima esperienza pluriennale nella produzione di giochi per tutte le più importanti piattaforme, anche sullo sviluppo di giochi che andranno ad arricchire l’esperienza degli utenti di Facebook.

Ciò consentirà al gruppo di non partire da zero, dato che Playfish detiene comunque una posizione di forza nello specifico ambito, con svariati milioni di utenti che ogni mese si divertono con i vari giochi messi a disposizione dalla software house.

La mossa di EA dà quindi ulteriore lustro al mondo dei social network e conferma, semmai ce ne fosse ancora bisogno, come questi stiano diventando sempre più “appetibili”, commercialmente parlando, anche ai grandi colossi dell’informatica non strettamente legati al mondo del Web, attirando nuovi capitali e probabilmente nuove idee: chiara indicazione che non sono pochi a vedere queste piattaforme come fenomeni duraturi e non mode del momento.

Tuttavia, un piccolo dubbio resta ed è quello che, se ci si fa caso, riguarda un po’ tutti i più grandi progetti del Web 2.0, da Facebook a Twitter, senza dimenticarsi di YouTube, è il dubbio relativo a come queste enormi potenzialità di reddito, dovute al grandissimo volume di traffico che questi servizi generano, possano essere monetizzati al fine di farne un business duraturo e soprattutto strategico per i grandi investitori.

Riuscirà EA in quest’impresa? Le premesse ci sono e sono veramente buone, ma ovviamente ciò non significa che l’impresa sarà così semplice, almeno non lo sarà come i numeri sopra menzionati potrebbero far credere. Comunque sia una cosa è certa: per gli utenti affari di questo tipo non potranno portare che vantaggi, dato che verosimilmente si assisterà ad un miglioramento dell’offerta complessiva, sia in quantità che in qualità.

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