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eBay respinge l’accusa di Alessandra Mussolini

Alessandra Mussolini ha usato parole forti nei confronti di eBay per aver veicolato la vendita di resti organici del nonno Benito. Da eBay, però, arriva una totale smentita: l'annuncio, mai verificato, è stato rimosso nel giro di breve, senza transazioni

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L’accusa proveniente da Alessandra Mussolini sembra essere caduta nel vuoto nel giro di poche ore. La nipote del Duce, infatti, ha espresso davanti alle telecamere tutto il proprio sconcerto per aver saputo vendute su eBay parti organiche del nonno. La notizia è stata immediatamente ripresa dai media, ai quali toccherà però ora tornare sull’argomento con una secca smentita.

«Sono stata avvertita questa mattina dal sottosegretario all’Ambiente Roberto Menia che su eBay erano stati venduti per 15mila euro pezzi di cervello e sangue di mio nonno, corredati con tanto di foto che ritraevano una cassetta in legno con resti autoptici e delle ampolle con il sangue». Così la Mussolini ai microfoni del Corriere della Sera: «Sono andata a vedere su eBay ciò di cui mi aveva avvertita Menia, che ringrazio profondamente e che aveva appreso a sua volta la notizia da un amico. Quando ho guardato sul sito l’annuncio non c’era più, perché i resti erano già stati venduti. Allora sono subito andata dai carabinieri che, fortunatamente, erano presenti al convegno».

L’attacco a eBay arriva come diretta conseguenza alle prime dichiarazioni: «È una cosa molto grave, sono cose da cui bisogna difendersi» ed ai microfoni di SkyTg24 l’attacco diventa un monito diretto per eBay per una transazione che appare come un chiaro ed oltraggioso illecito. Transazione che però, al contrario di quanto asserito dalla Mussolini, non sarebbe mai avvenuta.

Non solo il Policlinico di Milano che a suo tempo eseguì l’autopsia nega l’esistenza dei reperti oggi indicati sul mercato («dopo l’episodio di piazzale Loreto Mussolini fu portato al Policlinico per l’autopsia ma i reperti biologici furono distrutti nei due anni successivi»), ma è la stessa eBay a chiudere ogni margine ulteriore. Il tutto con un chiaro comunicato stampa che conferma sì una fasulla inserzione, ma in cui si nega l’eventuale chiusura della vendita: «eBay precisa che né parti di sangue né parti di cervello di Benito Mussolini sono state vendute su proprio sito. L’inserzione apparsa su eBay.it relativa a parti del cervello e sangue di Mussolini è stata prontamente rimossa questa mattina prima delle h.11, poche ore dopo la messa online dell’inserzione e prima che chiunque abbia fatto alcuna offerta. L’inserzione è stata immediatamente rimossa in quanto viola il regolamento di eBay, che vieta di vendere sul sito qualsiasi materiale organico umano. Il prezzo di partenza inserito dal venditore era di 15.000 euro, ma nessuna offerta è stata fatta nel breve lasso di tempo in cui l’inserzione è stata visibile».

Materiale dal ventennio, su eBay

Materiale dal ventennio, su eBay

Il caso si chiude, insomma. Gran parte dei giornali ha ripreso la notizia a 24 ore dalle smentite, dando così vita ad una confusa coda di polemiche. Ad eBay non resta che ripetere la propria totale buona volontà, il tutto in uno sforzo importante per riportare in alto il brand più noto al mondo per il commercio online: «La sicurezza del nostro sito è per noi l’assoluta priorità, per questo ci adoperiamo prontamente per rimuovere qualsiasi oggetto vietato dal nostro regolamento. Abbiamo un team di esperti che lavorano costantemente alla sicurezza del sito e che garantiscono il rispetto del regolamento, e collaboriamo da sempre con le Forze dell’Ordine per combattere il crimine informatico».

Nessuna conferma, invece, relativamente all’autenticità dei reperti. «Una parente stretta del proprietario dei vetrini notò nel mio ufficio alcuni cimeli d’epoca, parlammo così della mia passione di collezionista e tempo dopo mi regalò la lettera e i vetrini. Posso immaginare che i prelievi istologici siano stati conservati dal tecnico nel 1945 dopo le analisi mentre altri andarono distrutti», così spiega l’autore dell’inserzione, confermando infine le indicazioni provenienti da eBay: «Quello che abbiamo messo su e-Bay non è stato venduto. Tutto è stato fatto in buona fede». Le testimonianze si perdono pertanto nella confusione dell’epoca e vivono su eBay un inatteso riflusso polemico.

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