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Google News, il 44% dei lettori non clicca

Secondo una recente indagine, quasi la metà dei lettori di Google News legge solamente i titoli e i riassunti forniti dall'aggregatore senza accedere agli articoli originali. La ricerca aggiunge nuovi dati sulla delicata questione delle news a pagamento

Il 44% degli utenti di Google News consulta i titoli e i riassunti presenti sull’aggregatore di Mountain View senza cliccare sui link che conducono verso gli articoli dei giornali online. A rivelarlo è la società di rilevazione Outsell che ha da poco pubblicato News Users 2009, una indagine statistica sul comportamento e le prefernze dei lettori statunitensi di news tramite mezzi tradizionali e attraverso la Rete. I risultati messi in evidenza dagli analisti sembrano confermare almeno in parte i timori degli editori, da tempo molto critici nei confronti di Google e del proprio aggregatore di news online.

Secondo gli esperti di Outsell, nel corso degli ultimi anni il Web ha comportato una sensibile riduzione nella diffusione e nel successo delle edizioni cartacee dei quotidiani. Stando alle stime da poco fornite, i lettori delle edizioni domenicali dei giornali raggiungeranno quota 43 milioni entro il 2012 negli Stati Uniti, una cifra distante dai 62 milioni registrati all’inizio degli anni Novanta del secolo scorso. La possibilità di accedere subito alle notizie e di ricevere rapidi aggiornamenti sugli eventi in corso sta decretando il successo di alcuni servizi di news, come gli aggregatori offerti da Google e Yahoo.

Il 57% circa degli utenti utilizza una fonte digitale per accedere alle informazioni sulle ultime notizie, un dato che fa segnare un incremento pari a 33 punti percentuali su base annua. In tale dinamica gli aggregatori si dimostrano la fonte preferita dai lettori: il 31% torna con maggiore probabilità su Google News e gli altri servizi analoghi rispetto ai siti dei quotidiani (8%) o ad altre tipologie di siti di informazione online (18%). «Tra gli aggregatori, l’effetto di Google sui quotidiani colpisce particolarmente. Google veicola parte del traffico verso i giornali, ma al tempo stesso ne porta via una buona fetta. Il 44% dei visitatori di Google News legge i titoli senza accedere ai singoli siti web dei quotidiani» sottolinea l’analista di Oustell, Ken Doctor.

La ricerca è stata condotta su un campione di circa 2.800 lettori abituali di giornali negli USA per comprendere le loro abitudini legate alla fruizione tradizionale delle notizie e alla lettura degli articoli online. Ai componenti del campione statistico è stata anche richiesta un’opinione sulla decisione di alcuni giornali di rendere a pagamento le loro edizioni in Rete. Solamente un lettore su dieci ha dichiarato di essere interessato a una opzione di pagamento che comprenda un abbonamento al cartaceo e alla versione online del proprio quotidiano preferito.

L’indagine pubblicata da Outsell aggiunge nuovi dati e spunti di riflessione nel complesso confronto sul destino delle edizioni dei giornali online. Nel corso degli ultimi mesi numerosi editori non hanno lesinato critiche nei confronti del servizio Google News, ritenuto una delle principali cause nella progressiva perdita degli introiti derivanti dai loro siti web di informazione. Numerosi quotidiani con una forte presenza online, come il NYTimes.com, hanno confermato l’intenzione di passare a un modello a pagamento per la lettura degli articoli teso a recuperare i minori ricavi generati dall’advertising. Secondo alcuni osservatori, tale strategia potrebbe indurre molti lettori a scegliere – attraverso gli aggregatori come Google News – fonti alternative e gratuite per informarsi, riducendo sensibilmente il bacino di utenti dei quotidiani online divenuti a pagamento.

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  • mex

    se produco ferri da stiro , o altro ,sono responsabile civilmente e penalmente di quello che vendo.
    chi produce notizie ,al pari deve assere responsabile civilmente e penalmente e darmi garaNzia di ciò che scrive, e pubblica se ha intenzione di farmela pagare questa notizia. e’ ora di finirla di certi (cialtroni) che si fanno pagare le notizie, dicendo mezze verità o addirittura il falso?

  • Stefano

    è normale che non si clicchi secondo me… Si clicca solo sulle notizie di reale interesse…

    Se io compro un giornale, non me lo leggo tutto dalla prima all’ultima riga… leggo i titoli e “clicco” alla pagina delle notizie che mi interessano o che riguardano la mia zona…

    Uno che abita in val d’aosta non credo sia molto interessato a quando calerà l’acqua alta a Venezia, ad esempio…

    Personalmente uso molto più spesso gli rss della homepage di google, che google news, però anche quelli vanno allo stesso modo: se il titolo mi interessa leggo la notizia, se parla della probabile neve sulla A22, o sul decreto contro le buche stradali di Roma, essendo io da tutt’altra parte, la notizia rimane dov’è…

  • Stefano

    e viceversa, se incrociassi una notizia che riguarda la mia città (Brescia), probabilmente la cliccherei per leggerla interamente, mentre (altro esempio) ad un Palermitano dei disguidi bresciani non credo possa interessare minimamente…

  • Michael

    Concordo con quanto detto da Stefano. Un aggregatore di news è molto utile ed è fisiologico che clicco solo su ciò che mi interessa. Per le news locali poi, preferisco i feed RSS: non navigo in tutto il sito in cerca delle notizie della mia zona, molto più veloce con i titoli.

  • http://massimosconvolto.wordpress.com/20 Prof. Massimo Sconvolto

    Del resto paghiamo già col canone Rai la ricezione di notizie spesso di dubbia imparzialità e aderenza alla realtà che senso ha pagare altre notizie?