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IBM, una musa per il corporate blogging

IBM Muse è un widget pensato per le aziende che intendono approcciare il corporate blogging. L'80% dei blog, infatti, si è fermato dopo appena 5 post per mancanza di commenti, scarsità di ispirazione, latitanza dei feedback e caduta delle motivazioni

Il corporate blogging, è innegabile, non ha mai preso piede. Il potenziale è da tempo in discussione, ma la realtà assodata è quella per cui non si può approcciare un blog senza una precedente riconfigurazione completa della comunicazione e della filosofia aziendale. I dati di una ricerca IBM ora quantificano le cifre dell’insuccesso: l’80% dei corporate blog non ha mai superato i 5 post. E non è una ricerca avviata a caso: IBM ritiene di avere alla portata una ricetta per rilanciare il blogging aziendale ed aiutare i manager a portare online il proprio pensiero ed i propri progetti.

Gestire un corporate blog significa anzitutto aver preparato il campo a questo tipo di comunicazione. Significa inoltre preparare gli autori, stabilire una policy interna e regolamentare a priori quel che si intende andare a fare per inserire il progetto nella complessità delle comunicazioni gestite dall’azienda. Significa sapere cosa andare a scrivere, ma significa anche saper leggere, interpretare, intuire e capire. Il corporate blog è una attività di per sé impegnativa, e non tutti i top manager sono pronti a coglierne appieno le opportunità. Ecco perchè, a distanza di pochi post dall’esordio, la carica si esaurisce ed il progetto si insabbia.

IBM ha pertanto pensato ad un sistema che incoraggi i blogger e li aiuti nel veicolare i propri messaggi. Il progetto prende il nome di “Blog Muse” (pdf) ed è ad ogni effetto una musa ispiratrice che guida l’autore verso l’argomento. Quel che IBM vuole evitare è lasciare i responsabili in balia della sindrome da pagina bianca, di fronte alla domanda “e ora cosa scrivo?”. Gli argomenti, infatti, sono suggeriti direttamente dal sistema:

IBM Muse

IBM Muse

L’idea è quella di mettere in contatto preventivo autori e lettori. Quanti interessati al blog, infatti, hanno la possibilità di suggerire agli autori gli argomenti di maggior interesse e, tramite un gestionale apposito, gli autori avranno così la possibilità di capire in anticipo l’interesse di chi sta cercando di apprendere informazioni attraverso il blog. «Il nostro obiettivo è quello di ispirare gli utenti a scrivere più post ed il nostro approccio è verso il coinvolgimento dei lettori [con tanto di notifiche relative agli argomenti suggeriti] permettendo ad essi di condividere i propri temi di interesse con la community del blog. Condivisione e voti degli argomenti aggiungeranno un nuovo canale di comunicazione all’ecosistema».

Tecnicamente IBM Muse altro non è se non un widget aggiunto a BlogCentral, il network di blog per la comunicazione interna lanciato nel 2003 ed utilizzato ad oggi per 145.000 post su 16000 blog. Il widget crea attorno al corporate blog una sorta di social network integrato, qualcosa che aumenta la comunicazione bidirezionale in favore di una raccolta di suggerimenti da sublimare in ispirazione per l’autore.

IBM ritiene la propria musa uno strumento utile soprattutto per le aziende che tentano il corporate blogging senza esperienze precedenti, senza particolare attitudine e senza un percorso ben delineato. La guida, dettata dagli utenti, ha pertanto lo scopo di accelerare la crescita del blog e la nascita della community, offrendo così agli autori dei post di ricevere un immediato ed incoraggiante feedback che possa far scattare la molla giusta per superare i 5 fatidici post senza blocchi creativi e senza titubanze.

Se vuoi aggiornamenti su IBM, una musa per il corporate blogging inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

  • http://blog.gibilogic.com Francesco Abeni

    Ovviamente IBM è libera di pensarla come vuole, ma io credo che il fallimento dei corporate blog nasce soprattutto dal fatto che un blog è di natura personale e approciarlo come un progetto di gruppo è errato. L’ideale è (come abbiamo fatto noi) che lo segua una sola persona, ovviamente qualcuno che sia vicino al cuore dell’azienda; oppure (come hanno fatto 37signals) semplicemente che diversi componenti scrivano i propri post, e che questi finiscano tutti in un unico calderone. Il resto, a mio avviso, è “fuffa”.

  • http://news4business.wordpress.com Emanuele

    Secondo me invece il blog è un potente strumento di marketing per le aziende. Il problema di fondo sta a mio parere nella cultura aziendale delle PMI italiane, ancora troppo radicate ai vecchi modelli di comunicazione 1.0.

  • http://www.bloginazienda.com Alessandro Cosimetti

    L’insuccesso dei corporate blog italiani (facciamo distinzioni innanzi tutto) nasce da un semplicissimo ragionamento: nessuna azienda italiana (se non pochissime) fanno blogging come si deve.

    Tutto il resto sono “pippe mentali” da chi spera aprendo un blog da una settimana di stravolgere i fatturati.

    Ho preso in esame, letto, analizzato i corporate blog dei brand italiani più conosciuti si in termini di popolarità che di fatturato e ci sono errori tecnici (SEO), copuwriting, formattazione, oltra al già citato problema della scarsa pubblicazione.