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Boom di malattie sessualmente trasmissibili in UK, colpa di Facebook?

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Sono molte le accuse rivolte quotidianamente a Facebook e sempre di natura differente, alcune volte fondate altre meno. Dalle potenziali violazioni alla privacy degli utenti, alla capacità di indurre gli stessi verso forme di dipendenza, fino a giungere all’ultima, dai toni marcatamente provocatori, che arriva dalla Gran Bretagna.

Secondo quanto riportato dal NYDailyNews.com, la diffusione del social network in alcune zone del Regno Unito sarebbe da ricollegarsi all’inquietante aumento dei casi di malattie a trasmissione sessuale riscontrate nei centri medici, con particolare riferimento al batterio della sifilide.

Secondo il prof. Peter Kelly, direttore del reparto medico per la conurbazione di Teesside, nel 2009 sono stati rilevati 30 nuovi casi di pazienti colpiti da questa devastante infezione in un territorio dove, secondo alcune ricerche citate ma di natura non meglio specificata, la percentuale dei giovani che utilizzano i social network è del 25% superiore alla media nazionale.

Ciò sarebbe dovuto, secondo Kelly, alla facilità con la quale nascono relazioni occasionali sulle pagine del Web 2.0, portando gli utenti a incontrarsi e avere rapporti non protetti, dando così il via a una drammatica spirale di contagio.

Ovviamente, non vi sono prove che certifichino la correlazione tra il boom di Facebook e quello delle patologie in questione, ma il fenomeno degli incontri su Internet è innegabilmente destinato ad assumere sempre più importanza. Che siano social network o siti dedicati esclusivamente alla ricerca di un partner, il business dell’online dating è in forte ascesa superando addirittura, secondo Mashable.com, quello generato dal mercato della fonia mobile.

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