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iPhone 4G di Gizmodo: “Non è un controlled leak”

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Tiene ancora banco la vicenda dell’iPhone 4G ritrovato da Gizmodo o, come poi specificato, pagato dalla testata ben 5.000 dollari a uno sconosciuto. Dopo due giornate infuocate, dove Gizmodo ha continuato ad esaltare i propri meriti, ecco arrivare le prime battute d’arresto. Il popolo della rete, infatti, non sembrerebbe aver poi così apprezzato le modalità di appropriazione del prototipo di iPhone e, per questo motivo, il sito ora si mette sulla difensiva.

Dopo aver esortato gli utenti con un laconico “Perché nessuno ha chiesto spiegazioni ad Apple per l’iPhone perduto?”, Gizmodo pubblica un articolo dove spiega, in realtà senza fornire prove così convincenti, come l’intera vicenda non possa costituirsi con un “controlled leak“.

Le prime ipotesi, apparse in rete dopo la rivelazione del prototipo dell’iPhone 4G, si sono tutte indirizzate verso una trovata pubblicitaria, appositamente organizzata da Apple per generare hype intorno al proprio prodotto. Cupertino, quindi, avrebbe consapevolmente distribuito il prototipo e organizzato il battage mediatico sul Web. Considerata l’estrema riservatezza che da sempre contraddistingue Apple, basti pensare che i prototipi di iPad venivano letteralmente incatenati alle scrivanie di Infinite Loop, il controlled leak è sembrata l’unica motivazione plausibile per giustificare l’uscita di iPhone 4G dalle segretissime mura di Cupertino. Una prospettiva confermata anche da un recente rumor che vedrebbe implicato Steve Jobs nel pronunciare questa ambigua frase:

Lo vedranno comunque, quindi cosa importa come lo otterranno.

Gizmodo, tuttavia, fornisce una serie di prove, se così possiamo definirle, che confuterebbero la teoria del leak guidato. Eccole in sintesi:

  • La segretezza di Apple. Cupertino è notoriamente un’azienda riservata e impenetrabile. Comunicare con i loro addetti alle relazioni esterne è praticamente impossibile e, inoltre, un controlled leak sarebbe impensabile per le modalità d’azione dell’azienda;
  • La concomitante uscita del nuovo HTC. Apple non ha organizzato un controlled leak per distrarre il pubblico sull’ultimo modello HTC perché, notoriamente, Cupertino non si rivela né spaventata né interessata dalla crescita del mercato Android;
  • Nessun vantaggio economico per Apple. Uno dei più recenti controlled leak è avvenuto con iPad dove, secondo Gizmodo, Apple si sarebbe accordata con il WSJ per diffondere un probabile costo di 1.000 dollari. In questo modo, proponendo poi il tablet a meno di 500 dollari, Cupertino ha potuto giocare sul fattore sorpresa degli utenti. Nel caso dell’iPhone smarrito, invece, non vi sarebbe un diretto vantaggio economico per la società targata mela;
  • Il sacrificio di Gray Powell. La rete si aspettava punizioni esemplari contro Powell, tuttavia Gizmondo sottolinea come il giovane si sia già pesantemente rovinato da solo, entrando tristemente nella storia dell’informatica. Apple, quindi, si sarebbe interessata solo a recuperare il prototipo, non ritenendo necessario inferire ulteriormente sul giovane.

A queste, si aggiunge il punto centrale dell’impianto giustificatorio di Gizmodo:

Supporre si tratti di un controlled leak è un pensiero zoppo.

A conti fatti, le motivazioni fornite dalla testata non appaiono sufficienti per escludere, con assoluta certezza, la possibilità che tutta la vicenda sia stata generata con l’approvazione di Apple stessa. Gizmodo, infatti, non fornisce prove o motivazioni specifiche che escludano completamente Cupertino dal leak. E voi, cosa ne pensate? I lettori di Gizmodo si sono divisi in tre gruppi: coloro che hanno creduto alle giustificazioni della redazione, chi continua a credere in un leak orchestrato ad hoc e, infine, una terza schiera di utenti stanchi di tutta l’intera vicenda.

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