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Tumori e cellulari: mancano le prove

Il possibile link tra la telefonia mobile e lo sviluppo di carcinomi non è né confermato, né negato. Una ricerca lunga 10 anni chiude con un nulla di fatto, vittima di sbavature procedurali e dati incapaci di asserire con sicurezza ove stia la verità

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Nessuna prova. L’ipotesi è quella per cui l’uso frequente dei telefoni cellulari possa portare l’organismo umano a sviluppare forme tumorali. Per arrivare ad una tesi, però, servirebbe una dimostrazione ed al momento tutti gli esperimenti messi in atto non sembrano essere in grado di confermare un link di cui si discute ormai da troppi anni.

L’ultimo tentativo in ordine cronologico è quello dell’International Agency for Research on Cancer (IARC). La ricerca si è dilungata per la durata di un decennio su di un panel di 12.848 utenti le cui abitudini telefoniche sono state monitorate a fine di vagliare l’eventuale connessione con lo sviluppo di carcinomi. Due le patologie tenute in particolare sotto osservazione: meningioma e glioma (l’uno un tumore benigno, l’altro una particolare forma di carcinoma del sistema nervoso centrale).

La ricerca sembra aver evidenziato come l’uso dei cellulari (oltre 30 minuti al giorno almeno) possa aumentare il rischio contingente e che la quantità delle chiamate non sia dannosa quanto lo può invece essere il prolungamento nell’uso del dispositivo durante le singole chiamate. Ma trattasi di colpi sparati a salve. Gli stessi ricercatori, infatti, circondano i propri risultati da dubbi legati ad errori ed a valutazioni impossibili da confermare a causa di varie imprecisioni procedurali (testimonianze basate sulla memoria; scarsa considerazione di elementi collaterali quali strumenti vivavoce o auricolari; vicinanza del dispositivo durante il sonno).

La ricerca si chiude quindi con una sorta di nulla di fatto. Ma si è trattato di un nulla di fatto costato oltre 19 milioni di euro, un quarto dei quali messi a disposizione dall’industria del settore.

I ricercatori promettono ulteriori approfondimenti in futuro basandosi su procedure nuove e sul monitoraggio di una maggior varietà di carcinomi. Nel frattempo si sottolinea il fatto che i nuovi dispositivi mobile abbiano minori emissioni rispetto ai modelli del passato e che l’abitudine a messaggi e navigazione al posto delle chiamate riduca l’esposizione. Ma trattasi ancora una volta di considerazioni aleatorie, incapaci di trasformare l’ipotesi in una verità e di confermare o negare definitivamente, parlando con la voce della scienza, il possibile legame tra la telefonia mobile e lo sviluppo di carcinomi.

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