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Broadband Index, l’Italia nei bassifondi

Test volontari eseguiti in tutto il mondo hanno permesso di compilare una classifica della velocità di banda delle connessioni. L'Italia ne esce malissimo, in 57esima posizione, con trend di crescita piatto. E soprattutto senza una NGN che porti speranza

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Mentre in Italia si combatte una tesa guerra di parole tra l’incumbent ed i concorrenti per quanto concernente lo sviluppo di una rete nazionale di nuova generazione, la situazione della banda larga continua a non cambiare. Da anni i limiti sono i medesimi e gli interventi sono stati minimi. In questo quadro giunge una indagine che, se probabilmente ottimistica a livello assoluto, offre invece importanti riscontri a livello relativo poichè permette di posizionare l’Italia non tanto in una classifica basata sul numero delle connessioni (da questo punto di vista siamo già stati bocciati da tempo), ma in un ranking basato sulla qualità delle stesse.

La classifica è quella compilata da Net Index ed è basata su milioni di test eseguiti su base volontaria da utenti connessi in tutto il mondo, il tutto con dati conclusivi computati come media aritmetica dei test degli ultimi 30 giorni. In vetta si nota la Corea del Sud, ove per “banda larga” si intende qualcosa come 34.14Mbps, in media, per ogni utente. In seconda posizione si posiziona la Lettonia con 24.29Mbps. Il podio è completato dalla Moldavia, a 21.37Mbps. Nella top 10 compaiono anche Giappone (20.29Mbps), Svezia (19.78Mbps), Romania (18.55Mbps), Bulgaria (17.47Mbps), Olanda (17.06Mbps), Andorra (17.06Mbps) e Lituania (16.66Mbps).

Per vedere l’Italia, invece, serve un lungo scrolling sull’apposita pagina. Poco alla volta si passano il Portogallo (14.65Mbps), la Germania (13.15Mbps), la Francia (11.5Mbps), l’Ucraina (10.49Mbps), la Russia (9.79Mbps) e giù fino alla 50esima posizione. Seguono, nell’ordine: Malta, Croazia, Kyrgykistan, Turchia, Cile, Trinidad e Tobago, Macau. Poi, finalmente, l’Italia: 57esima

Broadband Index

Per il nostro paese la media nel “Download Index” è stata misurata in 4.39Mbps, cifra probabilmente al di sopra della media reale, ma in questo senso il numero è inquinato esattamente quanto quello di paesi terzi (i test si concentrano nelle grandi città, ove maggiore è anche la copertura delle reti di maggiori performance, e si sviluppano secondo modalità tali per cui, per stessa ammissione Net Index, il numero rimane omogeneamente gonfiato per valutare l’intera capacità di banda sfruttabile e non soltanto il dato netto ottenuto nel test). La parallela classifica dell'”Upload Index” ci sposta ulteriormente indietro, in 74esima posizione, con un valore di 0.77Mbps.

Quel che deve preoccupare è però soprattutto il grafico che, a differenza della gran parte dei paesi in tutto il mondo, configura per l’Italia una sorta di linea piatta che negli anni non ha migliorato la situazione in alcun modo. Mentre il mondo accelera, insomma, l’Italia discute su chi deve fare cosa e come. Il Broadband Index è un appello alle istituzioni ed al mercato affinché le trattative possano abbreviarsi ed il paese possa raggiungere entro il prossimo decennio ad un livello tale per cui la nazione non rimanga tagliata fuori per l’insana scelta di non aver investito nella più importante tra le infrastrutture di comunicazione.

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