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Quarantena

Microsoft: pc in quarantena quando infetti

Microsoft propone uno stato di quarantena per i pc infetti. I virus informatici vanno trattati come i virus che colpiscono l'uomo: isolando l'infezione

Per tutelare la salubrità della rete, ogni singolo elemento dovrebbe essere controllato ed eventualmente messo in quarantena nel caso in cui si rivelasse portatore di infezioni. Microsoft ha una teoria specifica su questo tipo di reazione alle minacce per la sicurezza informatica: una teoria non certo nuova ed al tempo stesso non certo destinata ad essere implementata prima di ulteriori approfonditi dibattiti su un tema tanto delicato.

Il documento in cui tutto è descritto è denominato “Rethinking Cyber Threats and Strategies” ed è stato pubblicato a firma di Scott Charney, Corporate Vice President Trustworthy Computing Microsoft. L’idea di base è quella per cui i pc stanno alla Rete così come le persone stanno nella società: per garantire la salute di tutti gli elementi, bisogna fare in modo che ogni singola unità possa essere controllata ed eventualmente estromessa temporaneamente dalla circolazione per evitare che possa configurarsi come un pericolo per tutti. Le infezioni virali digitali vanno pertanto considerate alla stregua delle infezioni virali umane: l’elemento infetto va isolato e curato, evitando che possa diventare un untore che si porta apprezzo malware di ogni tipo (nella maggior parte dei casi in modo del tutto inconsapevole).

Charney, pienamente consapevole delle problematiche generate da questo tipo di approccio, ammette le criticità dovute al rispetto della privacy e dei diritti dell’utente, ma antepone un interesse generale:

Per oltre due decadi la gente ha faticato a comprendere le cyber-minacce e valutare i rischi per individui, organizzazioni (inclusi gli stati nazionali) e la società in generale [...]. Sebbene molte organizzazioni abbiano investito cifre significative in materia di sicurezza, la maggior parte degli esperti di computing sostiene che una forte difesa non possa aver successo nella tutela del sistema, soprattutto se alzare le difese è l’unico modo per rispondere agli attacchi

Con uno speech alla conferenza International Security Solutions Europe (ISSE) di Berlino, Scott Charney ha pertanto tratto le proprie conclusioni: non ci si difende dalle botnet continuando a giocare a guardia e ladri con l’industria del malware, ma occorre agire ad un livello superiore. Con varie discriminanti e varie modalità, occorre invece agire con un sistema internazionale di monitoraggio della rete, qualcosa che sia in grado di identificare le infezioni e bloccarle a priori agendo con solerzia sui focolai di infezione.

Ciò, spiega Microsoft, senza confondere il monitoraggio con l’invadenza del Grande Fratello:

Esaminare lo stato di salute [di un sistema] non significa esaminarne i contenuti; comunicare lo stato di salute non significa comunicare una identità

Privacy e diritto di espressione non possono essere messi in discussione, insomma, ma in piena ottemperanza ai diritti individuali occorre comunque agire per fare in modo che la tutela degli individui avvenga anche al livello “sociale” tramite una miglior regolamentazione della Rete.

Due i modelli proposti come validi punti di partenza: la Signal Spam francese o il Cyber Clean Center giapponese.

Da parte nostra, Microsoft intende continuare a promuovere ricerca e sviluppo per rendere i sistemi di scanning e pulizia meno onerosi e per rimuovere le attuali barriere tecnologiche. Chiediamo inoltre leggi e regole internazionali che perseguano questo modello, ma che facciano ciò nella tutela della privacy degli utenti

Photo credit: AZRainman

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Immagine: Quarantena

  • http://dueghp.googlepages.com Giuseppe

    Perche` non si crea un unico fornitore di motore per antivirus con un database centralizzato e che tale efficace antivirus/malware etc. sia disponibile gratuitamente a tutti ?

  • Clod

    Solo una domanda: estromesso dalla rete solo per virus o anche per presunte violazioni di un qualche genere come il diritto d’autore? E’ questo il vero rischio…

  • Stefano

    Esatto Clod, lo penso anch’io… quanto passerà prima che la RIAA con qualche strana normativa ad hoc ci metta sopra le mani “al fine di tutelare la legge e prevenirne l’insorgere di minacce”? Il fine sarebbe simile (secondo loro), e lo strumento sarebbe adatto sicuramente ad entrambi gli scopi…

  • Clod

    Beh…RIAA,MPAA e company insieme a tutte le softwarehouse inclusa Microsoft…siamo sicuri che estrometteranno il pc solo per infezioni virali e non per altre cose? Mi pare una sana scopiazzata di HADOPI…spacciata ancora per un qualcosa a fine di bene…
    Lo scopo è buono, del resto di virus ce ne sono a tonnellate che non se ne può più… il problema è l’uso che non è molto rassicurante…
    Io sarei più per un centro di sicurezza malware dove tutti i software antivirus si collegano e, aggiungo, sarebbe anche ora di inserire un antivirus nativo hardware con memoria SD espandibile.
    Inoltre credo sia ora di mettere in gioco protezioni più elevate mediante ISP…(che non sono blocco, ispezionamento dati o altro…)

  • http://www.nonsologiochi.info Gabriele

    Basterebbe includere in ogni OS un antivirus di base (su Windows si potrebbe trovare Security Essentials, su Linux ClamAV) o invitare gli utenti a scaricarne uno e non a fregarsene.

  • mex

    il compito di fornire reti sicure deve essere appannaggio, solo di chi : MI VENDE UN PROGRAMMA, MI DA UNA CONNESSIONE, (( PRENDE DA ME DEI SOLDINI) e come minimo oltre al servizio, o al programma, deve garantire la sua funzionalità.!! altrimenti è come un concessionario che vende una automobile, e poi mi dice se vuoi viaggiare, comprati le gomme, dal gommista.!!

  • Stefano

    @Gabriele
    In realtà su Windows 7 già c’è… Tempo fa ho disattivato avast volutamente per trafficare con una chiavetta che so infetta (prestando tutte le attenzioni del caso), e cosa mi appare come avviso dal nulla da parte di Windows? Che è stato bloccato l’accesso a una minaccia, e che si consigliava di fare una scansione di sicurezza col malware removal tool…

  • Andrea

    Ma che pensassero di fare sistemi sicuri al posto di sparare queste cavolate.
    Anche perchè spesso e volentieri gli antivirus non individuano i virus
    quindi non risolveresti il problema di fondo ma alzeresti solo il livello di rottura di scatole dell’utente finale.

  • http://massimosconvolto.wordpress.com Prof. Massimo Sconvolto

    @Andrea
    Come darti torto.
    Ma visto che Microsoft preferisce impiegare tempo per sparare fesserie anzichè per fare sistemi operativi decenti l’unica alternativa che rimane all’utente che non vuole rotture di scatole è rivolgersi altrove.

  • http://massimosconvolto.wordpress.com Prof. Massimo Sconvolto

    @Clod
    Perchè dovrei installare un antivirus su GNU/Linux? Per consumare risorse che potrei impiegare più profiquamente in altre maniere visto che GNU/Linux di antivirus non ne ha bisogno?