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OpenOffice.org è e rimarrà software libero

Il PLIO ha garantito il proprio supporto ad OpenOffice.org promettendo che rimarrà software libero e gratuito

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Sono giorni complessi nella tormentata vicenda che vede su fronti opposti le due anime che hanno sorretto il progetto OpenOffice per lungo tempo. Oracle da una parte e la community dall’altra, fino alla frattura maturata nel progetto LibreOffice. Da pochi giorni, inoltre, Oracle ha lanciato il proprio Oracle Open Office rendendo tutto più complesso fin dalla nomenclatura con una sovrapposizione che va a rendere confusionaria la situazione dal punto di vista dell’utenza finale.

Riceviamo, e volentieri rilanciamo, il punto di vista del Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org (PLIO), il quale tramite Italo Vignoli pone sul campo alcuni distinguo ed alcune importanti precisazioni.

«OpenOffice.org è e rimarrà software libero. In merito al comunicato stampa di annuncio di Open Office 3.3 e Cloud Office 1.0, le due suite per l’ufficio proprietarie disponibili a pagamento attraverso la rete di vendita Oracle, l’Associazione PLIO (Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org) ritiene opportuno puntualizzare:

  • che la suite OpenOffice.org è e rimarrà software libero, e in quanto tale può e potrà essere distribuita e utilizzata per qualsiasi scopo a titolo gratuito, come previsto dalla licenza LGPLv3;
  • che la decisione di ribattezzare StarOffice in Open Office si dimostra assolutamente inopportuna, in quanto genera confusione sul mercato con il marchio OpenOffice.org, che è stato portato al successo dalla comunità con il lavoro dei volontari.

L’Associazione PLIO continua a sostenere e promuovere OpenOffice.org e il software libero, comprese le altre suite per l’ufficio con licenza libera, e invita gli utenti di OOo a fare altrettanto.

L’Associazione PLIO conferma anche che provvederà ad annunciare la disponibilità di OpenOffice.org 3.3 con un comunicato stampa non appena la suite sarà pronta per il download e l’installazione da parte di tutti gli utenti.

La posizione appare dunque chiara: il PLIO appoggia un preciso principio, qualunque ne sia l’espressione. Ora però sul campo c’è anche LibreOffice ed Oracle non sembra disposta a qualsivoglia passo verso una conciliazione.

Fonte: Webnews • Notizie su: