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SpiderTruman tira in ballo Microsoft

SpiderTruman, il blogger de "I segreti della casta", sottolinea le spese in acquisto di licenze software e chiede l'adozione di alternative open-source.

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SpiderTruman, il blogger anti-casta che nelle settimane scorse ha gettato scompiglio tra i corridoi del Parlamento, sta continuando la propria battaglia ed ha tirato in ballo anche Microsoft. La polemica non è però deflagrata e, anzi, l’utenza che ha commentato ha dimostrato di non gradire la superficialità dell’approccio all’argomento.

Il gancio da cui SpiderTruman ha iniziato a costruire il proprio attacco è relativo al costo previsto per l’acquisto di software, che la Camera quantifica in 19.064.337 euro con l’aggiunta di 4.260.306 euro per manutenzioni ordinarie. Trattasi di denaro in gran parte versato nelle casse Microsoft, e di qui l’attacco di SpiderTruman con apposito post: «Ecco perché Microsoft manda i regali natalizi ai deputati italiani, e agli altri no!».

L’argomento viene suffragato da un articolo datato novembre 2006 nel quale si segnala la scelta della Francia di passare al software libero, scegliendo così l’alternativa open source invece della soluzione proprietaria onerosa.

Ma “I segreti della casta” non sembra far breccia. L’utenza, infatti, commenta rigettando la tesi e suggerendo la necessità di una analisi più approfondita della questione:

  • «guardate che quella spesa per il software è evidentemente gonfiata… non è perché si usa windows piuttosto che linux…. è sicuramente frutto di sprechi o i soliti favori fatti alla società che si occupa della vendita e manutenzione del software»;
  • «Il governo tedesco aveva adottato l’open source ma ha già annunciato che tornerà a microsoft nel 2012 perchè più adatto. Suvvia, non cerchiamo complotti ovunque»;
  • «La diatriba Windows-Linux è particolarmente fuori luogo… Conoscendo il costo delle licenze governative applicate da Microsoft quei costi non si riferiscono assolutamente solo alla fornitura dei pc (desktop e portatili) dei parlamentari ma contengono per forza di cose anche manutenzione di sistemi server (database, dominio, posta ecc) che costano invece parecchio (pur con licenza governativa)»;
  • «ah comunque, opensource non è sinonimo di gratis ;) e per fare i conti non si devono guardare le versioni “home” dei vari software, bensì quelle per le aziende ed in questi casi per le aziende di livello enterprise che hanno obblighi di sicurezza ben diversi da quelli “di casa”».

Microsoft o Linux? SpiderTruman sembra voler alzare il polverone sul punto focale errato ed i commentatori su questo punto sembrano informati e decisi: indignazione sì, ma senza superficialità.

Fonte: I segreti della casta • Notizie su: