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Società Italiana di Pediatria: viva la tecnologia

La Società Italiana di Pediatria consiglia di costruire un contesto di apprendimento più tecnologico, per offrire più strumenti alle nuove generazioni.

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La Società Italiana di Pediatria non sembra aver dubbi in proposito: la tecnologia è un bene che, se proposta in modo costruttivo e consapevole ai bambini, non può che migliorarne le facoltà in termini di educazione ed apprendimento. In occasione degli Stati Generali della Pediatria, la società ha così proposto un documento proprio nel quale intende formalizzare un vero e proprio manifesto per il Web, ove tale strumento viene analizzato in modo maturo per farlo proprio e trasformarlo in immediata opportunità.

Trattasi di ragionamenti che partono da un assunto: l’Italia è in ritardo nella proposta di una vera cultura digitale ai giovani, è in ritardo nella diffusione della banda larga ed è in ritardo in generale nella formazione di quelle dinamiche che dovrebbero mettere nelle mani delle nuove generazioni le conoscenze necessarie per compiere il salto che il mercato attende. Di qui una serie di proposte precise che la Società Italiana di Pediatria intende porre al dibattito:

  • Annullare il digital divide
    Migliorare le infrastrutture e dotare tutti di democratico accesso al Web significa mettere nelle mani di tutti, senza diseguaglianze in termini di reddito o di territorio, le medesime opportunità;
  • Una Lavagna Interattiva Multimediale per ogni classe
    L’esperimento avviato con le prime LIM andrebbe portato in ogni scuola ed ogni classe, così che lo strumento diventi parte della struttura educativa e non rimanga confinato a sporadiche esperienze;
  • Integrare i materiali didattici tradizionali con gli ebook
    Carta e bit, per un uso promiscuo degli strumenti, così che si impari ad usare al meglio tutto quel che si ha a disposizione in base alle caratteristiche del medium;
  • Promuovere un utilizzo precoce del computer
    Prima è, meglio è: «Un uso precoce della tecnologia orientato a scoprirne e utilizzarne le valenze cognitive e culturali consentirebbe di incrementare lo sfruttamento delle sue potenzialità e di concepire l’uso del computer e del web alla pari di quello di qualunque altro strumento utilizzato durante i processi educativi»;
  • Anche genitori e professori hanno da imparare
    Genitori, studenti e insegnanti devono essere sullo stesso piano, tutti in grado di apprendere e tutti in grado di insegnare: di fronte allo strumento digitale occorre trasferire orizzontalmente le esperienze così che si possa ridurre il gap esperienziale non solo tra i più giovani, ma anche tra le generazioni dei professori, dei genitori e dei nonni;
  • Lezioni videoregistrate
    Videoregistrare le lezioni, crearne dei modelli ed utilizzare l’unità educativa in modo asincrono migliorerebbe la qualità dell’apprendimento, offrirebbe maggiori opportunità di incontro con la lezione e favorirebbe la discussione su unità predeterminate. Si andrebbe accelerando il processo ed alla lunga si potrebbero ottenere importanti risultati.

Fonte: Corriere della Sera • Via: DireDonna • Immagine: MiikaS • Notizie su: