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Fotografia: l’apertura del diaframma

L'apertura del diaframma negli obiettivi fotografici: cos'è, a cosa serve e come regolarla per ottenere differenti tipi di immagini quando si scatta.

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Tra le nozioni che è necessario conoscere per scattare una buona fotografia ci sono quelle relative all’apertura del diaframma. Si tratta di uno dei meccanismi utilizzati da tutte le fotocamere (digitali, analogiche, reflex, compatte, mirrorless, eccetera) per regolare la quantità di luce che va ad impressionare il sensore e, di conseguenza, a generare l’immagine scattata.

Dal punto di vista costruttivo è un sistema composto da un numero variabile di lamelle posizionate a ventaglio inverso, che può muoversi in modo da allargare o restringere il foro posizionato al suo interno. Nei menu delle fotocamere il valore relativo al diaframma è indicato con la sigla “f/” seguita da un valore numerico. f/22, ad esempio, corrisponde ad un’apertura minima, mentre f/1,8 significa che quasi tutta l’area del diaframma è libera dalle lamelle e lascia passare la luce. Alcuni esempi di apertura sono f/22, f/16, f/11, f/8, f5.6, f4, f2.8, f/2.

Per meglio capire come funziona un diaframma è possibile far riferimento all’immagine seguente.

Tre differenti aperture del diaframma: massima, media e minima

Tre differenti aperture del diaframma: massima, media e minima (immagine: Wikipedia).

Selezionare la giusta apertura è di fondamentale importanza per scattare una fotografia correttamente esposta, ovvero un’immagine impressionata sul sensore con il giusto quantitativo di luce. Ovviamente con un diaframma molto aperto (f/2) la luce in ingresso sarà molta, mentre con un diaframma piuttosto chiuso (f/16) decisamente meno. Tenendo conto anche di altri due parametri fondamentali nella fotografia come la sensibilità ISO e la velocità dell’otturatore è dunque possibile impostare la propria fotocamera nel modo corretto e ottenere la giusta esposizione.

Un diaframma molto aperto consente di ridurre la profondità di campo (a parità di ottica utilizzata e di distanza dal soggetto messo a fuoco) rispetto a quanto avviene con un diaframma chiuso. Questo è utile, ad esempio, per isolare un volto in mezzo alla folla, oppure per ottenere immagini con un dettaglio perfettamente nitido e tutto il resto sfocato, come nella foto di seguito. Se invece si desidera una profondità di campo molto ampia, dove tutto è a fuoco, è consigliabile chiudere il più possibile il diaframma.

Una fotografia scattata con diaframma molto aperto f/3.5

Una fotografia scattata con diaframma molto aperto (valore f/3.5) (immagine: Cristiano Ghidotti).

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