QR code per la pagina originale

La Turchia blocca Google Drive, OneDrive e Dropbox

Il paese ha bloccato l'accesso ai servizi di cloud storage Google Drive, OneDrive e Dropbox, nonché alla piattaforma GitHub che ospita progetti software.

,

Da sabato i residenti in Turchia non hanno modo di effettuare l’accesso ad alcuni dei più utilizzati servizi di cloud storage come Google Drive, OneDrive e Dropbox, nonché alla piattaforma di hosting GitHub utilizzata dagli sviluppatori di tutto il mondo per la collaborazione sui progetti software. Una misura che, stando alle informazioni finora disponibili, sembra essere stata attuata dal governo del paese.

Si parla di una decisione che mira a sopprimere la diffusione non autorizzata di decine di migliaia di email appartenenti a Berat Albayrak, attuale Ministro dell’Energia e delle Risorse Naturali, nonché genero del presidente Recep Tayyip Erdoğan. A parlarne per primo è stato nel fine settimana il sito Turkey Blocks. L’obiettivo sarebbe quello di impedire agli utenti di ospitare sui propri dischi virtuali online una copia dei messaggi, rallentandone così la diffusione in Rete. Tentativo fallito in partenza, considerando che alcuni media hanno già dichiarato di esserne entrati in possesso.

L’archivio in questione ha un peso pari a circa 17 GB e contiene un totale di 57.623 email, inviate e ricevute in un periodo che va dall’aprile 2000 al mese scorso. A rubarlo e pubblicarlo sul Web è stato il gruppo Redhack, rivendicando la paternità dell’azione. Un’ordinanza emessa dalla Corte di Ankara conferma l’autenticità dei file e la loro provenienza dagli account di Albayrak. Al loro interno si trovano conversazioni scomode per il politico, come quelle in cui si fanno pressioni alla stampa affinché vengano pubblicate solo informazioni a favore del governo, tralasciando fatti o dettaglio che invece lo metterebbero in cattiva luce.

Nel momento in cui viene scritto questo articolo, solo Google Drive sembra essere tornato a funzionare correttamente, mentre OneDrive, Dropbox e GitHub risultano ancora irraggiungibili per chi naviga dalla Turchia. Non è la prima volta che il paese attua una misura di questo tipo: è successo negli anni scorsi anche con TwitterYouTube.

Commenta e partecipa alle discussioni