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Apple acquisisce RealFace per il machine learning

Apple sembra abbia acquisito RealFace, società israeliana specializzata nel machine learning, nel riconoscimento facciale e nell'intelligenza artificiale.

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Apple potrebbe aver acquisito RealFace, una società israeliana specializzata in riconoscimento facciale, sicurezza e machine learning. La notizia non è stata al momento confermata da Cupertino, sebbene la stampa internazionale abbia già reso noti i termini dell’accordo: l’operazione si sarebbe conclusa per 2 milioni di dollari. Considerato come da settimane si parli della possibile sostituzione di Touch ID con un sistema di riconoscimento facciale a tre dimensioni, questa acquisizione potrebbe essere un ulteriore passo in quella direzione.

La notizia è stata resa nota dal Times of Israel e, come già accennato, al momento si attende conferma dal gruppo californiano. Il sito di RealFace è ora non raggiungibile, ma MacRumors spiega come la società abbia sviluppato una tecnologia di riconoscimento facciale in grado di abbinare, oltre alla scansione del volto, anche un sistema di intelligenza artificiale. Questo per avvicinare l’identificazione dei soggetti a una “percezione più umana” degli stessi, permettendo ai dispositivi di cogliere sfumature ed espressioni che, almeno fino a oggi, risultavano intellegibili solo all’occhio umano. Un proposito che si baserebbe sulle tecniche di machine learning, quindi con un sistema che migliora e si perfeziona progressivamente con l’uso.

Le tecnologie RealFace sono state anche impiegate per lo sviluppo di un’applicazione, Pickeez, in grado di scegliere e caricare le migliori immagini dell’utente sulle varie piattaforme sociali. Anche l’applicazione in questione non è oggi disponibile.

Così come già accennato, da qualche settimana si parla di nuove tecniche di riconoscimento facciale per i prossimi iPhone, forse già a partire da iPhone 8, in sostituzione della scansione delle impronte digitali di Touch ID. Apple, infatti, sarebbe intenzionata a rimuovere qualsiasi pulsante fisico dalla superficie frontale dei device e, per farlo, starebbe vagliando due opzioni: la scansione ottica anziché capacitiva delle impronte, poggiando le dita su una “Function Area” dello schermo, oppure il mapping 3D tramite la fotocamera frontale dello smartphone.