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Amazon Prime Video: presto gratis con pubblicità?

Amazon potrebbe sviluppare una versione di Prime Video gratuita per gli utenti, alimentata dalla pubblicità così come già avviene per Spotify.

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Amazon potrebbe lanciare una versione di Prime Video gratuita per gli utenti, alimentata dalla pubblicità, così come avviene in campo musicale con la versione ad-supported di Spotify. È quanto riferisce Ad Age, sebbene dalla società statunitense non giunga alcuna conferma in merito. Gli utenti, di conseguenza, potranno approfittare dell’archivio di Prime Video, o di una porzione del catalogo, senza un corrispettivo abbonamento mensile o annuale.

Amazon Prime Video è normalmente incluso nel classico abbonamento Prime, tranne in quelle nazioni dove il servizio di streaming è giunto in assenza del classico portale di commercio elettronico. Se per l’Italia e molti Paesi europei i costi sono decisamente contenuti, poco meno di 20 euro l’anno, negli Stati Uniti i costi sono ben maggiori: 99 dollari. Di conseguenza, la sottoscrizione potrebbe costituire un deterrente per chi, pur essendo interessato alle produzioni video di Amazon, non ha intenzione di avvalersi della piattaforma di vendita e spedizione veloce.

Il modello ricalcherebbe, a grandi linee, quello che già avviene da decenni per molte emittenti televisive commerciali: lo spettatore approfitta della visione gratuita, in cambio di alcuni annunci pubblicitari. Per convincere i fornitori di contenuti, afferma Ad Age, il gruppo starebbe pensando anche a un modello di revenue sharing, che permetta di condividere gli introiti dagli investimenti in advertising con i titolari dei diritti di serie TV e show. Al momento, non è tuttavia noto se il progetto riguardi l’intero catalogo o, ancora, un set predefinito di ore e contenuti settimanali.

Come già accennato, non giunge alcuna conferma sul progetto da parte di Amazon, non resta quindi che attendere eventuali nuove indiscrezioni sul gruppo. Nel frattempo, la società ha deciso di investire grandi somme per la produzione di contenuti originali, forse oltre ai 5 miliardi di dollari, per rendere la distanza con i competitor sempre più ridotta. La possibilità di approfittare di un modello “freemium”, di conseguenza, potrebbe spingere ulteriormente gli obiettivi d’espansione della piattaforma.