Speciale Tutto su Facebook

Facebook

Facebook for dummies

Facebook è il più grande social network al mondo. Fondato nel 2004 da un ragazzo di nome Mark Zuckerberg, nel giro di un decennio è arrivato a raccogliere nella propria community qualcosa come 1,23 miliardi di persone in tutto il mondo. Un italiano su due è sul social network, ma non tutti ne conoscono il funzionamento, i rischi, le potenzialità: Facebook è oggi uno strumento che riflette prepotentemente la società ed in quanto tale va utilizzato con grande consapevolezza.

Dai poke all'advertising, dai "mi piace" allo spam, passando per meme e dipendenza: uno sguardo a tutto tondo su un fenomeno che ha cambiato il modo di intendere l'amicizia, la condivisione e le relazioni sociali.

Di

Cosa è Facebook?

Facebook è un social network. Per “social network” si intende una rete strutturata di rapporti sociali, una trama di relazioni che tiene unite più persone all’interno dello stesso sistema. Le relazioni tra gli utenti su Facebook sono rappresentate dalle amicizie, mentre le relazioni tra utenti ed altre entità sono rappresentate dai “mi piace”. Ogni utente può avere fino a 5000 amicizie e può offrire il proprio mi piace a Pagine, status, fotografie ed altro ancora. Ogni azione esercitata sul social network viene registrata e divulgata agli utenti autorizzati a vedere l’azione stessa. Se un utente scrive un aggiornamento di status, quindi, sa che il contenuto stesso sarà leggibile da chiunque (nel caso in cui si scelga una visibilità “pubblica”), dai propri amici, dagli amici dei propri amici, da specifici utenti o da specifiche liste di contatti.

Facebook mantiene uno storico di tutti gli status caricati all’interno del Diario (“Timeline“), pagina sulla quale è così possibile scorrere nel tempo quanto archiviato dall’utente sul sistema. Grazie alle notifiche, Facebook segnala ad ogni utente eventuali messaggi dei propri amici più stretti, oppure eventuali commenti o “mi piace” ai propri aggiornamenti antecedenti. Le notifiche sono uno degli aspetti che più legano l’utente a Facebook, poiché consigliano con frequenza la visita del social network alla ricerca di nuove interazioni con i propri amici.

La condivisione è una ulteriore possibilità a disposizione degli utenti, poiché consente di rilanciare quanto pubblicato da un altro utente dando così maggior visibilità al contenuto. La condivisione è qualcosa di più di un semplice “mi piace” poiché consente di far proprio il contenuto, di divulgarlo ai propri contatti ed al contempo di render credito alla fonte originaria della pubblicazione.

La svolta del gruppo in ambito mobile avviene con l’acquisizione di WhatsApp: il gruppo che ha annichilito il mercato degli SMS va ad incastonarsi nell’offerta di Facebook a seguito di un’operazione del valore di 16 miliardi di dollari, sancendo una svolta per entrambe le parti in gioco.

La storia di Facebook

Facebook nasce nel 2004 come semplice bacheca di utenti in ambito universitario. La mente a capo del progetto è quella di Mark Zuckerberg, ragazzo del 1984 che, partito da un semplice network per il proprio campus (Harvard), ha dato vita a quella che è oggi la più grande community online di sempre.

La storia di Facebook è fatta di alti e bassi, con vari problemi legali a contraddistinguere i differenti tentativi del gruppo di trasformare il crescente successo raccolto in un sempre più redditizio modello di business. Gli scontri sulla privacy e su annunci oltremodo invasivi non hanno però mai rallentato la crescita del social network, la cui ascesa ha iniziato a calmierare il proprio ritmo soltanto a fronte di un mercato potenziale sempre più piccolo ed al cospetto di una concorrenza sempre più forte e differenziata.

Nel tempo sono stati molti gli esperimenti approntati, ma sono andati in generale sempre in due direzioni: il miglioramento dell’esperienza dell’utente, pur cercando di calamitarne quanti più dati personali possibile, e la ricerca di un modello di business sempre più solido e profittevole.

Quanto è grande Facebook?

Al termine del suo primo anno di attività, Facebook contava già 1 milione di iscritti. Nell’ottobre del 2012 è raggiunta e superata quota 1 miliardo di utenti. All’alba del 2014, Facebook conta ormai 1,23 miliardi di utenti attivi. Per “utente attivo” si intende un utente iscritto a Facebook che nell’ultimo mese ha in qualche modo interagito con il social network. Il numero va inteso per quel che è: persone reali che hanno effettuato il login, oppure hanno cliccato su uno dei pulsanti ad hoc ospitati “embed” su siti terzi. Il numero fotografa non tanto il volume degli iscritti, quanto più il peso delle loro interazioni

Ogni giorno vengono cliccati circa 6 miliardi di “mi piace” e ci sono 25 milioni di Pagine attive in ambito PMI (le Pagine sono bacheche sulle quali non sono le persone, ma associazioni ed aziende, a portare online le proprie novità). Da ottobre 2005 ad oggi sono 400 miliardi le foto condivise.

La rete è una fitta trama di relazioni che, dall’inizio delle attività di Facebook ad oggi, conta 201,6 miliardi di connessioni: è questa rete a tenere in piedi l’intera struttura, poiché le relazioni sono il nesso su cui viaggiano status e notifiche, coinvolgimento e identità.

Facebook in Italia

I dati su Facebook in Italia sono fotografati dai continui studi portati avanti dall’Osservatorio Cosenza sul social network. Facebook conta attualmente oltre 26 milioni di utenti attivi nel nostro paese, coinvolgendo dunque ormai quasi un italiano su due. Di questi, almeno 17 milioni di italiani visitano il social network almeno una volta al giorno, dimostrando così un attaccamento estremo agli aggiornamenti ivi riportati.

Il 52% degli italiani iscritti a Facebook dichiara sesso maschile ed il 46,2% si dichiara di sesso femminile. La quota più cospicua di iscritti è tra i 36 e i 45 anni (21,3%), mentre il 18,1% è tra i 19 ed i 24 anni. Interessante è notare come la quota dei 13-18enni è pari all’11,8%: tale porzione va affievolendosi in tutto il mondo a causa di nuovi social network rivali che catturano le attenzioni dei più giovani, ma al tempo stesso tale numero raccoglie anche utenti al di sotto dei 13 anni che si iscrivono al network pur non avendo ancora l’età minima per avervi accesso.

Lazio, Lombardia e Campania sono le regioni più rappresentate con, rispettivamente, 2,6, 1,02 e 1,68 milioni di utenti all’attivo.

Di chi è Facebook?

Facebook è stato fondato da Mark Zuckerberg, Dustin Moskovitz, Chris Hughes ed Eduardo Saverin. Nel tempo sono stati in molti ad aver investito nel progetto e con nuove e continue infusioni di denaro Facebook ha potuto diventare quel che è oggi: un colosso economico e sociale in grado di smuovere interessi miliardari.

Zuckerberg oggi possiede il 28% del gruppo, per un valore potenziale pari a 30 miliardi di dollari. Moskovitz, fuoriuscito dall’azienda nel 2008, ne mantiene ancora il 7,6% della proprietà. Tra i principali investitori nell’azienda si annovera inoltre Peter Thiel, nome in passato già legato anche a gruppi quali PayPal, YouTube e LinkedIn. Fondamentale, inoltre, l’apporto al gruppo di Sean Parker, fondatore di Napster, il quale possiede il 4% del social network.

Come guadagna Facebook?

Il modello di business di Facebook si basa quasi completamente sull’advertising. Ogni informazione fornita all’atto dell’iscrizione, nonché ogni interazione successiva (ogni “mi piace”, ogni commento, ogni geolocalizzazione), consentono di stabilire per ogni utente un’identità molto precisa e dettagliata. Gli inserzionisti potranno quindi utilizzare tali identità in modo aggregato per poter pubblicare annunci in grado di raggiungere target estremamente dettagliati, ottimizzando così il rendimento dei propri annunci.

L’advertising su Facebook funziona in modo esattamente contrario a quello tradizionale di televisioni e giornali: consente di identificare community piccole e definite, alle quali mostrare annunci a basso costo ed alta redditività. Più è precisa l’identità dell’utente, maggiore sarà l’introito potenziale che rappresenta per il social network: per questo motivo Facebook cerca di ottenere dati sempre più precisi di ogni proprio iscritto e, tramite una elaborazione algoritmica basata sui Big Data, spinge le proprie analisi verso nuovi ed ulteriori confini.

La privacy su Facebook

La prima preoccupazione che viene opposta al concetto di Facebook è l’idea di un network sul quale le persone mettono in piazza la propria vita privata e, al contempo, la stessa viene usurpata dalla curiosità altrui. Tale visione è però oltremodo superficiale e rischia di non rendere chiari i meccanismi dietro ai quali è strutturato il network.

Ogni utente può decidere in prima persona chi potrà leggere i propri aggiornamenti: a fronte di tale controllo, quindi, il network altro non fa se non ratificare le scelte del diretto interessato. Al contempo è interesse primo di Facebook fare in modo che ogni utente sia incoraggiato a rendere quanto più pubbliche possibili le proprie informazioni, poiché le stesse generano un maggior numero di interazioni e coinvolgimento. Sta all’utente opporre resistenza a tali “inviti” insiti nelle dinamiche di Facebook contrapponendo all’apertura la necessaria consapevolezza sulle regole del gioco.

Ad ogni utente si consiglia pertanto uno studio approfondito delle impostazioni a propria disposizione, ricordando in ogni frangente come sia possibile controllare ogni aspetto di Facebook con granularità e approccio proattivo: Facebook non fa altro che eseguire quanto l’utente, in modo consapevole o meno, ordina.

Un principio non va però dimenticato: i dati dell’utente sono il tesoro che Facebook archivia all’interno dei propri server. Se un utente effettua il login, ad esempio, potrà essere tracciato su qualsiasi sito Web contenente i plugin del social network poiché, mentre il pulsante “mi piace” si predispone al click senza richiedere password ulteriori, al tempo stesso il pulsante è in grado di registrare il “passaggio” dell’utente. Il pedinamento online è pertanto costante e dipinge un profilo dell’identità sempre più preciso e pervasivo, del quale occorre avere coscienza a prescindere: non sono soltanto le dichiarazioni esplicite a fornire dati al social network, ma anche eventuali azioni inconsapevoli, involontarie o comunque non direttamente legate alle pagine del network stesso.

Come cancellarsi da Facebook

Cancellarsi da Facebook è possibile, ma non è semplice: il team ha reso complessa la ricerca dell’opzione necessaria, ma è possibile comunque raggiungere il tutto attraverso il Centro Assistenza del sito. Due le modalità possibili:

  • Cancellare il proprio account significa eliminare definitivamente ogni proprio dato personale, salvo quelli inerenti ad altri utenti (quali i messaggi privati inviati): non c’è possibilità di ripensamento e l’azione è da considerarsi irreversibile;
  • Disattivare il proprio account significa nascondersi temporaneamente: i propri dati scompaiono, il proprio nome non risulta più da motore di ricerca, ma è sufficiente un nuovo login per rimettere in piedi l’account e la propria presenza senza danno alcuno per la propria identità sul social network.

Chi intende cancellarsi da Facebook ha la possibilità di archiviare in locale una copia di backup di tutta la propria attività precedente: amicizie, immagini, status e quant’altro possono essere scaricati seguendo apposita opzione sul menu Impostazioni.