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Halo 3: ODST

Un'esaltante esperienza di gioco a metà strada fra FPS e Open World

Voto WebNews
8,6
Data di uscita

22 Settembre 2009

Giudizi
  • Giocabilità9,0
  • Grafica8,0
  • Sonoro9,0
  • Multiplayer9,0
  • Longevità8,0
Pro

New Mombasa liberamente esplorabile. Apprezzabile l'introduzione dei flashback. Colonna sonora epica. Modalità Firefight frenetica e divertente

Contro

Non è stato adottato un nuovo motore grafico

Di ,

Giocabilità

In Halo 3: ODST, il giocatore dovrà controllare, a turno, uno dei compagni che il protagonista deve trovare, rievocando un sistema di gioco familiare agli estimatori della serie. Si tratta dunque di passare da situazioni lineari ma divertenti indossando i panni di altri personaggi, per poi riprendere il controllo del “main character” ed esplorare le rovine di New Mombasa con un’impostazione free roaming che rende l’ambiente di gioco un mondo aperto.

Non a caso, Bungie ha voluto mettere da parte l’azione frenetica dei precedenti episodi a favore di un approccio più ragionato che preveda anche la gestione delle risorse. I protagonisti, dopotutto, sono esseri umani e, per quanto dotati di un armamentario considerevole e di una corazza apparentemente impenetrabile, sono più deboli e vulnerabili degli Spartan. Per fortuna ci sono le armi in loro difesa e, a tale proposito, nell’arsenale troviamo due armi nuove,  una pistola e un fucile con silenziatore, oltre all’utilissimo Visr, un visore che assiste il giocatore nell’identificazione dell’obiettivo (in verde sono segnati gli alleati, in rosso i nemici).

Ma è bene sottolineare che i protagonisti non sono dotati di scudi di protezione efficaci (Bungie ha comunque introdotto la Resistenza, un’alternativa agli scudi degli Spartan che permettono al giocatore di riprendersi temporaneamente in attesa di un terminale medico) né possono contare sulle armi di Master Chief.

In sostanza, l’alternanza di fasi lineari a sessioni di free roaming aggiunge una profondità indiscutibile ad Halo 3: ODST, garantendo anche una buona varietà di gameplay, la differenza più sostanziale consiste nel suo carattere più tattico, che spesso richiederà di ragionare prima esporsi a colpi di arma da fuoco.

Rimangono invece inalterate le dinamiche di combattimento, con i Covenant sempre minacciosi e pronti a sfidare il giocatore avanzando in massa. L’IA dei nemici li rende particolarmente ostici, più che in passato, e in grado di ricorrere a una serie di tattiche e strategie che potrebbero mettere il giocatore in seria difficoltà, onorando così un livello di sfida sicuramente alto.

I Covenant – e tutti gli altri elementi ostili del gioco – sanno schierarsi in maniera differente a seconda della posizione del protagonista, ora cogliendolo di sorpresa, ora affrontandolo a viso aperto. Inoltre si fanno scudo unendosi in gruppi e sanno scegliere l’arma migliore a seconda della situazione e solo di rado ricorreranno agli scontri corpo a corpo.

Sul fronte multiplayer, Halo 3: ODST si dimostra all’altezza delle precedenti edizioni, offrendo innanzitutto la possibilità di affrontare anche in compagnia la campagna in singolo, e poi ampliando l’offerta multigiocatore con la modalità Firefight, che permette a 4 giocatori di affrontare a oltranza le ordate di Covenant in 10 mappe diverse. In particolare, questa introduce una caratteristica molto interessante rappresentata dalla gestione dell’energia vitale, che è condivisa fra tutti i compagni di squadra. Ciò costringe i quattro compagni a provvedere l’uno all’altro, onde evitare la fine prematura della sessione di gioco.

Per quanto concerne il gioco online, oltre a Firefight, Bungie e Microsoft renderanno disponibili tutte le mappe di Halo 3 oltre a quelle scaricabili da Xbox Live! e a 3 ambienti inediti, che saranno utilizzabili anche contro chi possieda solo Halo 3 e non Halo 3: ODST.

Su Live! sarà disponibile anche l’upload e il download di immagini e filmati creati dal giocatore per condividerli con la community.

La campagna per giocatore singolo dura circa 6 ore, ma a esse vanno aggiunte le molte ore di gioco che gli utenti potranno impiegare nel multiplayer online e in LAN.

Giudizio tecnico

Halo 3: ODST si basa sullo stesso motore grafico di Halo 3, il cui punto di forza consisteva nella fluidità. La grafica non è dunque all’avanguardia, ma non bisogna scordare lo sfoggio di texture e colori fatto dal precedente capitolo. Inoltre New Mombasa, un mondo aperto e liberamente esplorabile, le varie locazioni e la miriade di effetti di luce relativi a esplosioni, armi, ombre e alternarsi fra giorno e notte non lasciano spazio a nessun calo di framerate, consentendo così di godere appieno del titolo.

Bungie ha preferito privilegiare una palette grafica composta da tonalità più cupe, con prevalenza di grigio e nero, specie nelle sessioni notturne, per meglio rendere l’idea di angoscia che deve trasmettere una città devastata quale New Mombasa dopo la catastrofica esplosione e la presa da parte dei Covenant.

A fare da contorno a una situazione così surreale e allo stesso tempo suggestiva interviene un sonoro degno di nota, con musiche incalzanti ed evocative. Il protagonista non parla quasi mai, se si escludono gemiti e grida di dolore, poiché Bungie ha voluto rendere al meglio l’idea di immedesimazione del giocatore nei panni del novellino, mantenendo quest’ultimo anonimo. Il doppiaggio è completamente in italiano, con un discreto risultato complessivo.

In definitiva, Halo 3: ODST rappresenta sicuramente ben più di un semplice add-on per Halo 3, offrendo al giocatore un’esperienza intensa, diversa dal solito, e una serie di scelte a metà strada tra l’innovazione e la sperimentazione, pur rimanendo ancorato ai classici canovacci che hanno reso grande la serie di Bungie.

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