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Saboteur

Un affascinante mix fra action e stealth dal forte impatto visivo

Voto WebNews
7,7
Data di uscita

4 Dicembre 2009

Giudizi
  • Giocabilità7,2
  • Grafica8,2
  • Sonoro8,0
  • Longevità7,3
Pro

Grandi atmosfere d'epoca. Grafica raffinata e grandi chiaro-scuri. Musiche coinvolgenti

Contro

Controlli non semplici. Intelligenza artificiale lacunosa. Basso livello di longevità. Assenza totale di multiplayer

Di ,

Giocabilità

Ambientato in una Parigi stile noir, con scenari d’epoca e rappresentazioni da fotografia in bianco e nero, The Saboteur parte da Montmartre, quartiere a luci rosse di Parigi, da cui il tenace Sean Devlin inizia la propria avventura come agente segreto.

Passando di missione in missione, fra assalti, furti di munizioni e divise, infiltrazioni segrete, corse in auto all’ultimo respiro, l’eroe irlandese dovrà farsi valere contro i nazisti con la forza dei propri pugni e calci, delle proprie braccia e delle armi.

Assieme a Sean, ci sono molti altri personaggi d’epoca, perfettamente inseriti nella Parigi anni quaranta, fra cui la biondissima e bellissima Skylar St. Claire, il rivale di corse Kurt Dierker ed “esempio” di razza ariana hitleriana, e Luc Gaudin, attivista della resistenza francese.

The Saboteur offre diversi veicoli da guidare, sia militari che civili, e consente una navigazione libera all’interno di grandi aree, in maniera simile a quanto avviene, con grande successo, nei titoli della serie GTA. Le mappe (facilmente consultabili perché piccole), collegate fra loro e ben rappresentate su schermo, offrono preziose informazioni quali il raggio d’azione della polizia e la posizione degli obiettivi da raggiungere.

Inoltre The Saboteur ha un semplice sistema di abilità (30 diverse in totale), che aumenta la profondità del gameplay, quali le qualità nel combattere, correre, usare esplosivi, guidare, sparare, tutte conquistabili sul campo raggiungendo obiettivi specifici, come ad esempio uccidere un certo numero di nazisti con una data arma. Sono presenti anche utili misuratori sia della salute del protagonista, autorigenerante senza bisogno di pacchi medicine, che del livello di sospetto creato dalle sue azioni (più si combinano guai contro la polizia e più alto sarà questo livello). Molto utile è infine il mercato nero, in cui sarà possibile comprare armi e munizioni o altri oggetti utili all’uso.

Lo scontro con i nazisti è duro: i nemici sparano a vista e non chiamano rinforzi nel tentativo di bloccarvi. Il livello di difficoltà è dunque elevato, per cui saranno necessari molti allenamenti per essere in grado di padroneggiare i difficili controlli, specie quelli relativi alle scalate o alle operazioni più segrete.

L’intelligenza artificiale di The Saboteur non è, però, ben tarata e rivela aspetti alquanto irrealistici, quale l’incapacità della polizia nazista di capire le situazioni di reale pericolo… L’apposito indicatore, infatti, salirà alle stelle semplicemente se si cammina vicino alle forze naziste, mentre non si muoverà per nulla in seguito a investimenti di civili mentre si corre a tutta velocità per le strade del centro di Parigi.

Giudizio tecnico

Di conquista in conquista, Devlin dovrà scacciare le forze naziste da ciascun quartiere di Parigi e dintorni, rafforzando la resistenza e riportando il colore sulla capitale francese. Questo innovativo sistema di visuale sul territorio, chiamato “Will to Fight” caratterizza le aree liberate dai tedeschi in contrapposizione a quelle ancora occupate, in bianco e nero, dove l’unico colore è il rosso dei vessilli nazisti e del sangue.

Le grandi atmosfere in chiaro-scuro, le ambientazioni retrò, la carica emotiva e caratteriale dei protagonisti e degli scenari sono realizzati su buoni livelli. Grazie all’uso del motore Odin Engine, il settore grafico è di buon livello, sebbene la fluidità sia variabile e non sempre ai livelli di eccellenza visti in titoli rivali.

Pur in assenza di una grafica estremamente dettagliata, come sarebbe invece auspicabile in un progetto così importante, la Parigi del 1940 risulta riprodotta in maniera credibile e molto coinvolgente.

Buone, anche se non troppo varie, le musiche d’epoca (Jazz e Pop) che vengono diffuse dalle trasmissioni radio e includono nomi di successo del passato, quali la storica vocalista americana Ella Fitzgerald, con la mitica etichetta Decca! Assieme ai buoni effetti sonori di The Saboteur, le musiche aiutano a immergersi a pieno nel mondo francese di quel periodo storico.

Le vaste aree di gioco, di eventi, armi, veicoli e la necessità di allenamento per padroneggiare tutti gli aspetti tattici creano occasioni di gioco per almeno 15-20 ore, con alcuni elementi di rigiocabilità.

Notevole, però, è l’assenza di qualsivoglia tipo di opzione di gioco multiplayer che confina il divertimento alle propria mura domestiche e chiude le porte alle proliferanti comunità di fan che determinano, alla fine, il successo di un franchise.

Pur con qualche difetto residuo, in conclusione The Saboteur mostra grande carattere, superbe atmosfere, idee innovative e una realizzazione tecnica attraente. Non diventerà un classico del genere action, forse, ma assicura qualche ora di buon divertimento.

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