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Freenet addio, tocca alla posta elettronica

La rivisitazione del modello free investe anche la posta elettronica. Aumentano i servizi aggiuntivi a pagamento, qualcuno sopprime il servizio perché lo giudica improduttivo e c'è anche chi comincia a farsi pagare

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Un altro scricchiolio si aggiunge al crollo generalizzato del free-net. Altavista sopprime il suo servizio di e-mail gratuita. Entro il 31 marzo, difatti il motore di ricerca sospenderà i suoi 400 mila account di posta elettronica e per allora invita gli utenti a migrare verso altri free-e-mails providers.

Una serie di altri segnali sparsi si ricompongono in direzione di una profonda rivisitazione del modello free per un servizio che, sinora, avevamo immaginato solo e sempre gratuito.

Prima è toccato alle notizie e alle ricerche a pagamento. Ora, molto probabilmente, la palla passa alla posta elettronica.

Altavista per il momento smantella il free mail per concentrarsi sulle funzionalità di motore di ricerca, suo core business di sempre. Si libera della posta elettronica come di un inutile fronzolo gratuito che lo ha impegnato per una parentesi di tre anni, ora destinata a chiudersi insieme ad una serie di altri servizi free.

C’è però anche chi azzarda direttamente il passo successivo: dal taglio di un servizio giudicato infruttuoso alla sua conversione al pagamento. Ha rotto gli indugi Another.com, che ha chiuso i rubinetti del free-mail imponendo ai suoi 1.8 milioni di abbonati di sborsare tra i 15 ed i 21 dollari all’anno per la posta elettronica.

Hotmail, invece lancia l’e-mail su abbonamento puntando sulla carta dei servizi aggiuntivi. Da qualche giorno la diramazione italiana del network di Microsoft sta sperimentano una formula di posta elettronica a pagamento. Formula, per altro già avviata negli USA. Per 31,99 € all’anno gli abbonati al servizio MSN Extra Storage guadagnano un’espansione del disco fisso portando a 10 MB lo spazio a disposizione (contro i 2 del servizio Hotmail free).

Anche la posta elettronica dunque verso forme più o meno larvate di pagamento. Il pericolo è che la disillusione dell’advertising online faccia precipitare Internet da un eccesso all’altro: dal tutto gratis al tutto a pagamento.

Ma per quanto voglia essere prevalente il servizio di abbonamento è impensabile che possa imporsi come l’unico modello vigente in Rete. I navigatori cercano servizi, preferibilmente gratuiti. E la fortuna dei siti, a loro volta, dipende dagli accessi degli utenti che in qualche modo devono pur conquistati dalle pagine Web e come conquistarli se non con i servizi free?