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Robertson: sono il nuovo antiMicrosoft

Il fondatore di Lindows.com ammette di essere il finanziatore di un premio da 200 mila dollari per portare Linux in Xbox. Ma la posta in palio è ben più grande: il futuro dell'architettura alla base di ogni PC

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«Credo che la gente dovrebbe avere la libertà di utilizzare il software che preferiscono nell’hardware che scelgono». Con queste parole Michael Robertson, amministratore delegato di Lindows.com, ha confermato di essere lui il mecenate di un concorso lanciato lo scorso luglio per rendere eseguibile il sistema operativo Linux all’interno della console Microsoft Xbox. In palio ci sono 200 mila dollari.

Continua così la guerra tra Robertson e Microsoft per il futuro dei sistemi operativi. Già con Lindows.com, Robertson tenta di interrompere il monopolio di Bill Gates e soci proponendo un sistema Linux in grado di eseguire i programmi Windows. La decisione di estendere la contesa anche al mercato delle console non è dettata, secondo Robertson, da questioni di business: «Non è per questo che l’ho fatto», ha dichiarato Robertson in un’intervista a CNET News.com.

La posta in gioco è, secondo il fondatore di Lindows.com, il futuro dell’architettura alla base di ogni sistema informatico. Xbox, infatti, impedisce l’accesso stesso al processore ai software non approvati da Microsoft. Dal momento che la console funziona grazie ad un chip Intel simile a quelli utilizzati nei PC, la blindatura del processore costituirebbe secondo Robertson «un precedente allarmante. Credo», ha dichiarato, «che sia in corso una battaglia per tirare questa architettura Intel aperta in un mondo chiuso».

Le preoccupazioni di Robertson si focalizzano sul progetto Palladium, col quale Microsoft si propone di incrementare la sicurezza dei PC collegando direttamente le future versioni di Windows ai processori Intel e AMD; una mossa che escluderebbe, di fatto, la possibilità di installare sistemi operativi differenti.

Il concorso lanciato da Robertson si divide in due sezioni: una premia chi riuscirà a far funzionare Linux su Xbox, un obiettivo già raggiunto da vari sviluppatori pronti a dividersi, entro questo mese, i 100 mila dollari in palio. Gli altri 100 mila dollari andranno al primo che riuscirà a far girare Linux su Xbox senza dover modificare l’hardware della console, ovvero senza l’ausilio dei cosiddetti mod‑chip (chip modificati) oggetto ultimamente di una pressante battaglia legale da parte di Microsoft.

Il secondo obiettivo appare difficile da raggiungere in tempi brevi. Proprio per questo Robertson è sceso in campo in prima persona annunciando la proroga dei termini, che sarebbero scaduti il 7 gennaio. Chi vuole cimentarsi ha altri 12 mesi di tempo