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Internet Explorer: che succede?

Dai 750 milioni di dollari versati all'avversaria AOL ad un ritorno alle vecchie strategie: la Microsoft si prepara al post-sentenza

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La recente risoluzione del caso giudiziario che ha reso agitati gli animi dell’impero di Bill Gates negli ultimi anni sembra aver dato il via ad un nuovo periodo. Una prima importante scelta è quella che va a cancellare in fretta e furia i provvedimenti resi obbligatori da una recente sentenza che obbligò la Microsoft a produrre versioni stand-alone del famoso IE.

La prossima versione del browser, infatti, sarà riservata agli utenti Windows e non è prevista fino al rilascio di Longhorn, la release che seguirà ME, 2000 e XP (sulle vecchie versioni di Windows il browser non funzionerà).

La versione ufficiale di casa Microsoft recita di una necessaria standardizzazione alla piattaforma di sicurezza nota come Palladium, ma è diffusa la sensazione secondo cui dietro alle ultime scelte vi sia una decista sterzata nel senso di un ritorno alle vecchie strategie Microsoft.

Accantonati i problemi giudiziari, inoltre, è prevista una collaborazione storica con l’avversaria AOL, titolare di Netscape. Mentre il mondo Open Source si rifugia nel progetto Mozilla, Bill Gates torna all’antico e si mette alle spalle le vicende giudiziarie ed i 750 milioni di dollari versati nelle casse AOL.

La situazione è tutt’altro che chiara, ma il prossimo rilascio di Longhorn potrebbe gettare una nuova luce sui delicati equilibri del settore.