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Convergenza mon amour

I nuovi prodotti di Sony e Nokia accelerano la corsa verso la convergenza tra media e tecnologie diverse. Riusciranno a convincere i consumatori?

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Rompere le barriere. Potrebbe essere questo lo slogan con cui presentare i nuovi prodotti sfornati da Sony e Nokia in questi giorni. Le barriere sono quelle tra gadgets, tecnologie e media differenti. Nulla di rivoluzionario in sé, per carità, ma considerato il calibro dei nomi in ballo e le strategie che muovono queste mosse vale la pena saperne di più e provare a immaginare se il futuro dell’entertainment e della comunicazione personale sarà all’insegna del “tutto in uno”.

L’asso nella manica di Sony per vincere la battaglia della convergenza si chiama PSX. Presentata in anteprima al CEATEC 2003, un’importante esposizione di elettronica che si tiene a Makuhari nei pressi di Tokyo, PSX è a prima vista un classico esempio di hub digitale per famiglie. A dispetto del nome, che volutamente riecheggia quello delle stranote console per videogiochi, è difficile definire PSX l’erede della Playstation. La base è ovviamente una Playstation 2, ma è sicuramente sul contorno che puntano gli uomini di Sony. E il contorno non è da poco. Oltre alla riproduzione di CD musicali e DVD, comprende un sintonizzatore TV, un hard-disk di 160GB può contenere più di 200 ore di video registrato), porte di rete e USB per la connessione di macchine fotografiche o videocamere digitali e per giocare online. Prezzo annunciato 719 dollari. Lo sbarco in Europa è previsto per il 2004.

Il rischio maggiore di un’operazione simile è quello del giusto posizionamento. Secondo molti osseravtori, è probabile che i cultori dell’ultimo trend tecnologico non si facciano sedurre. Per questa categoria di utenti ciò che conta è stare al passo con le novità, possedere il meglio in ciascuna categoria di prodotti. Il giocatore incallito, per dirne una, attenderà con più ansia Playstation 3 piuttosto che PSX. Lo stesso si dica per l’appasionato di hi-fi o video digitale.

Sarà comunque interessante seguire le vicende di PSX. La strategia di Sony rappresenta infatti una sorta di alternativa ad una visione di digital hub che vede al centro il PC. Quella, per intenderci, di Apple o della stessa Microsoft.

Sul fronte Nokia la notizia è la presentazione della console N-Gage. In questo caso la strategia sembra meno nebulosa. Basta dare un’occhiata al sito multilinga con cui è stato lanciato il prodotto per capire il target di riferimento. Le pagine ricalcano in tutto quelle dei siti game oriented. La cosa curiosa, sempre sbirciando sul sito ufficiale, è che l’unico elemento che fa pensare ad un telefono è il marchio Nokia. Abbiamo cercato di capire quali fossero le caratteristiche tecniche della parte telefonica, ma tutto il contenuto ruota intorno ai giochi. L’unico documento che siamo a riusciti a scovare è un PDF rilasciato a metà luglio, un manuale per l’utente in inglese. Il secondo capitolo è significativamente intitolato: «Using your game deck as a phone». Più chiaro di così. N-Gage è una console che tra le tante cose può servire pure a telefonare.

Tra le tante cose cui si accennava, troviamo una radio FM, un lettore MP3, GPRS per la connesione Internet usando il browser XHTML incorporato, messaggistica avanzata, lettura dell’e-mail, Bluetooth, etc. I giochi sono distribuiti su schedine MMC e costano all’incirca $30. I primi 6 usciti sono tutti rifacimenti di versioni fatte per altre piattaforme, tipo Tomb Raider. Tra le novità annunciate un accordo con EA Sports per l’uscita di una versione N-Gage di Fifa Soccer 2004.

Anche qui la sfida sarà convincere gli appassionati della materia ad abbracciare la filosofia del gadget multi-uso. I primi corteggiati sono certamente gli utenti di Game Boy, con una Nintendo forte, c’è da dirlo, di un catalogo ricchissimo e di un prezzo sensibilmente inferiore. Riuscirà l’attrazione del gioco a distanza e online a sedurli? Nokia sembra convinta di sì. L’aspettativa (fonte Reuters) è di vendere diversi milioni di esemplari nel 2004. Anche in questo, non possiamo che attendere gli eventi.