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Gartner denuncia gli 8 falsi miti di Linux

8 grandi falsi miti sosterrebbero l'immagine di Linux agli occhi dell'utenza. In verità, insomma, Linux non sarebbe gratuito, nè tantomeno più economiche sarebbero le applicazioni. Il tutto con dati e dimostrazioni a corredo della tesi.

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Linux si regge su alcuni “falsi miti”. Questa l’opinione del gruppo Gartner il quale, per voce della propria analista Federica Troni, al SystemBuilder Summit 2003 di Barcellona ha elencato tutti le falsità che attorniano l’immagine del pinguino. Come riportato dal quotidiano online The Inquirer, gli otto “falsi miti” sarebbero:

  • Linux è meno caro di Windows perchè StarOffice può sostituire MS Office
  • Linux è gratis
  • Linux non costringe gli utenti agli upgrade
  • Linux richiede minor lavoro di manutenzione
  • Linux ha un minor costo totale grazie agli strumenti disponibili
  • Linux permette un utilizzo dell’hardware più lungo nel tempo e funziona su vecchi computer
  • Le applicazioni Linux sono poco dispendiose se non gratuite
  • Con Linux le conoscenze sono trasferibili
La demistificazione si basa sui dati raccolti tramite 2500 utenti occupati al computer nei vari settori (studio, lavoro, intrattenimento). I dati dimostrerebbero come i miti elencati a proposito del pinguino producano poca chiarezza.

Ad esempio, se l’uso di Windows XP implica una spesa globale per l’utente attorno ai 5319$, Linux raggiunge una cifra pari a 5481$. Inoltre le spese necessarie ad avviare un lavoratore a Linux sarebbero elevatissime pari a circa 6962$ per per lavoratore (spese suddivise in 6310$ in spese dirette e 652$ di costi indiretti). Altre dimostrazioni vengono portate a corredo di una tesi che si conclude con una generale bocciatura di Linux, allo stato attuale delle cose, nel mondo desktop.