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RFID, il sistema piace. Ma la privacy?

RFID, ovvero il sistema per localizzare qualunque oggetto o persona tramite segnali radio. Il sistema, però, può generare gravi problemi per la privacy. Steve Wosniak nel frattempo crea un sistema parallelo chiamato Woz e basato sulla tecnologia GPS

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Si chiama RFID (Radio Frequency Identification) e consiste in una serie di tag unici inviati via radio ed utili a permettere l’identificazione di qualsivoglia oggetto tramite la rete GPS: il progetto ha viaggiato sulle ali dell’entusiasmo per qualche mese, è stato adottato dal marketing come chimera di un nuovo futuro per il settore, ed ora incappa in due ostacoli di non poco conto: il movimento Caspian e Steve Wosniak.

Il Consumers Against Supermarket Privacy Invasion and Numbering (Caspian) è un movimento nato al fine di proteggere gli utenti dai sistemi di riconoscimento utilizzabili a fini commerciali (in primis le Club Card con cui i supermercati offrono regali agli utenti in cambio del monitoraggio dei loro acquisti). Se il sistema RFID andasse in porto, infatti, ogni acquirente sarebbe virtualmente monitorato nei suoi spostamenti ed abili operazioni di marketing potrebbero andare oltre il limite di invadenza oggi pattuito come lecito.

A rischio, in particolare, la privacy dell’utente-cliente. Se il gruppo Wal-Mart ha già negato la possibilità dell’uso di tale tecnologia, il gruppo Metro intravvede invece nel sistema grandi possibilità che, entro i giusti limiti, non possono che offrire vantaggio alle parti.

Il secondo problema insorge ora con la nuova avventura di Steve Wosniak. Il co-fondatore di Apple ha infatti da tempo intrapreso un percorso nuovo basato sul wireless che è sfociato nel recente accordo con Motorola per la creazione di Woz (Wheels of Zeus): il sistema, del tutto simile e dunque diretto antagonista al progetto RFID, promette migliori prestazioni grazie ad una maggior portata garantita dal sistema satellitare GPS.