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Da Vivendi il software scaccia-P2P

Arriva dagli uffici Vivendi il nuovo sistema che dovrà aiutare i campus universitari a sconfiggere il P2P. Si chiama Automated Copyright Notice System, segnala i download illegali e limita la libertà di navigazione dell'utente incriminato.

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La battaglia a tutto campo che il mondo degli Studios americani sta combattendo contro la pirateria vive una nuova puntata. La nuova arma messa a punto sotto l’elgida dei capitali di Hollywood si chiama Automated Copyright Notice System e consiste in un dispositivo di controllo in grado di bloccare sul nascere una attività di download illegale.

ACNS è stato progettato con la precisa finalità di un’introduzione del sistema all’interno del mondo universitario. E’ proprio all’interno dei campus, infatti, che l’attività di file sharing tocca i suoi vertici massimi: disponibilità gratuita di banda larga, utenza giovanile, particolare tendenza al P2P sia come pratica che come etica. La proposta degli Studios è quella di un dispositivo in grado di controllare l’attività dei singoli utenti al fine di preservare l’Università da spiacevoli inconvenienti legali.

Il sistema è in grado di verificare i download messi in atto dalle varie macchine monitorando il traffico del campus, procedendo in seguito alla segnalazione dell’eventuale download illegale. Automaticamente i permessi di navigazione dell’utente incriminato vengono limitati e solo la rimozione del file incriminato può permettere all’utente di ristabilire la normale attività di navigazione.

E’ curioso notare due sfumature non del tutto insignificanti del sistema. Innanzitutto ACNS è distribuito in modalità open source royality-free: offrire gratuitamente il prodotto è la maggior garanzia di una ampia distribuzione del prodotto (e dei controlli), ma vedere un sistema di controllo “aperto” a garanzia di un sistema “chiuso” per definizione è quantomeno una stonatura.

Inoltre ACNS è un prodotto delle menti del gruppo Vivendi. A tal proposito è curioso notare come il gruppo si sia contraddistinto nel passato dapprima per aver acquisito e poi improvvisamente chiuso il sito MP3.com, ed infine (Marzo 2004) per aver tentato una decisa azione legislativa contro il P2P per mano dell’europarlamentare Janelly Fourtou (moglie, guarda caso, del CEO Vivendi Jean-René Fourtou).