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Sender ID, al via il sistema anti-spoofing

Dalla fusione del Caller ID di Microsoft e dal progetto indipendente Sender Policy Framework, è ufficialmente nata la proposta del 'Sender ID', ovvero il possibile standard del web in grado di garantire l'autenticità del mittente delle e-mail.

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Se il progetto andrà in porto come auspicato e previsto dai potenti sponsor a corredo, l’iniziativa Microsoft promette di inaugurare una nuova era nella lotta contro lo spam: si chiama “Sender ID“, permette di autenticare il mittente della mail inviata e potrebbe presto diventare a tutti gli effetti uno degli standard della Rete che verrà.

Sender ID è il risultato della fusione di due diversi progetti diversi e convergenti: l’uno è il noto Caller ID di ideazione Microsoft, l’altro è il risultato del progetto indipendente Sender Policy Framework (SPF) firmato Meng Weng Wong (co-fondatore pobox.com). Il nuovo possibile standard è stato presentato alla Internet Engineering Task Force (IETF), la quale passerà ora al vaglio la proposta al fine di identificare la possibilità di far divenire il Sender ID un vero e proprio pilastro dello scambio di posta sulla Rete.

Come da più parti sottolineato, il nuovo sistema non rappresenta sicuramente la soluzione totale nei confronti dello spam, ma sia come deterrente che come filtro potrebbe operare in modo efficace limitando in larga misura il traffico delle mail non desiderate. In particolare viene riconosciuto al Sender ID un importante ruolo nella funzione di anti-spoofing: un sistema di identificazione del mittente limita fortemente le possibilità di confusione e risulterà ben più arduo rispetto al presente l’uso di mail truffaldine per l’ottenimento di danaro o dati sensibili.

Uno dei principali poli di supporto al nuovo standard sarà sicuramente quella Anti-Spam Technical Alliance (ASTA) formatasi nell’Aprile 2003 dall’unione di intenti di gruppi quali America Online, British Telecom, Comcast, EarthLink, Microsoft e Yahoo!. Il gruppo ha recentemente pubblicato le proprie raccomandazioni circa il da farsi per intervenire con forza contro lo spam, ed uno dei paletti posti dal gruppo è stata proprio l’autenticazione del mittente.

Contro lo spam, nel contempo, ci si sta muovendo anche a livello istituzionale: USA, Regno Unito e Australia hanno infatti appena firmato un Memorandum of Understanding (MoU) per la cooperazione e lo scambio di informazioni al fine di limitare i fenomeni di invio transnazionale di posta elettronica non desiderata.

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