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Google e Overture ufficialmente perseguibili

Con l'ok del giudice Leonie Brinkema nel caso Geico, Google e Overture sono ufficialmente perseguibili per aver utilizzato un marchio coperto da trademark per scopi interni relativi alla selezione delle promozioni da mostrare a video.

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Il 25 Agosto, ma il tutto viene reso noto solo ora al momento della pubblicazione delle carte legali, il giudice Leonie Brinkema della Corte Distrettuale della Virginia ha inferto un duro colpo all’accoppiata Google/Overture (quest’ultima legata a Yahoo!): tutte le mozioni avanzate dai due motori di ricerca nel caso Geico sono state rigettate, aprendo così formalmente la strada ad un processo che potrebbe mettere in discussione la forma pubblicitaria utilizzata dai due sistemi.

La causa avanzata da Geico è stata intentata per difendere il trademark dall’uso parassitario che altre aziende ne fanno sulla piattaforma pubblicitaria usata dai motori: AdSense per Google, Overture per Yahoo!. Secondo l’accusa i motori di ricerca sono responsabili delle promozioni autorizzate, mentre la difesa respinge tali accuse. Google, da parte sua, promette battaglia. Overture al momento non ha commentato, lasciando intendere come il tutto sia semplicemente frutto di un’indagine preliminare e la vera guerra debba ancora entrare nel vivo.

Janice Minshall, portavoce Geico, saluta con favore la decisione del giudice ricordando come il marchio Geico possa essere danneggiato da tali usi non autorizzati ed il tutto debba essere dunque vietato e risolto.

La denuncia è stata avanzata in Maggio. Il punto forte della difesa consta nel fatto che il trademark non è stato utilizzato pubblicamente, ma solo dall’algoritmo interno che regola la selezione delle promozioni da mostrare a video. Il caso avrebbe anche un precedente, con WhenU.com prosciolta in una vicenda del tutto simile a quella che vede oggi Geico opposta a Google e Overture.

Il giudice ha rigettato il tutto ma ha altresì rassicurato la difesa sul fatto che eventuali speculazioni su tale divieto saranno rese perseguibili. Nel contempo la borsa non sembra tenere troppo in considerazione la vicenda, ed il titolo GOOG vola oltre quota 100$ con un rialzo dell’1.26%.