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Microsoft, nuovo passo verso l’open source

Microsoft compie un nuovo passo verso l'open source: il software FlexWiky verrà distribuito sotto licenza CPL, affiancando in ciò i predecessori WiX e WTL. Lungi dall'essere casi isolati, il tutto è dichiaratamente parte di una lucida strategia di mercato

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Microsoft compie l’ennesimo passo nel cammino che sta portando il più grande simbolo del mondo del copyright verso sfumature che abbracciano l’etica “nemica” open source. Il codice che verrà distribuito in modalità aperta sarà nell’occasione quello di FlexWiki, software simile al più noto Wiki e adatto alla creazione di pagine web aperte alla cooperazione di più utenti autorizzati alla creazione/modifica dei contenuti.

I passi compiuti da Microsoft sono al momento tre: in Aprile la grande sorpresa con l’installer XML (WiX) messo a disposizione su SourceForge.net; solo un mese dopo la prima conferma, con la distribuzione di Windows Template Library (WTL); ora è il momento di FlexWiky il quale, come per i casi precedenti, viene distribuito sotto licenza CPL (Common Public License, una creazione IBM). La CPL è considerata da Microsoft la corretta alternativa alla più volte contestata GPL con la quale vengono notoriamente distribuiti i prodotti del ramo open source.

Il progetto di avvicinamento al mondo open è formalmente inserito nel noto programma “shared source” diretto da Jason Matusow che più volte ha espresso la volontà di estendere il raggio di azione del progetto. Il tutto sembra confermato dai movimenti di Microsoft che negli ultimi giorni ha esteso il Government Security Program permettendo ad alcuni governi l’accesso al codice sorgente di Office.

Lungi dall’essere una serie di casi isolati, i segni del nuovo percorso Microsoft hanno trovato un filo conduttore comune nelle dichiarazioni di PierLuigi Dal Pino, responsabile Microsoft per il Sud Europa, il quale aveva così espresso l’ottica Microsoft in occasione del recente LinuxWorld Expo di Milano: «Microsoft guarda al mondo open source con estrema attenzione e ne ha colto importanti aspetti positivi, come la possibilità di incoraggiare modelli aperti di collaborazione tra la comunità di sviluppatori e tra gli attori del mercato».