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Il PC da salotto made in Microsoft

Bill Gates presenta a Los Angeles la versione 2005 di Windows Media Center Edition. Tante le novità, nel software e per i dispositivi hardware che supportano il sistema operativo. Una sola l'ambizione: portare Windows nel salotto di casa.

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Hollywood è a due passi dallo Shrine Auditorium di Los Angeles: che
la presentazione ufficiale di Windows Media Center 2005 sia avvenuta nella
capitale mondiale dell’entertainment non è certo un caso. Se poi non bastasse
l’enfasi mediatica che ha circondato l’evento a sottolineare quanto a Redmond
si punti su questo settore, un altro dato ci sembra interessante: secondo quanto
riportato dal quotidiano inglese Times,
Microsoft spenderà nei prossimi sei anni 20 miliardi di dollari
nel tentativo di accaparrarsi una buona fetta del mercato mondiale dell’entertainment.
La cifra corrisponde alla metà degli investimenti complessivi in Ricerca
e Sviluppo da qui al 2010.

Vedremo una Microsoft più simile a Time Warner o Sony nel futuro prossimo,
allora? Non proprio. La strategia della società guidata da Bill Gates è
per il momento solidamente legata alle sue origini, a quello che ha sempre fatto:
software. Solo che ora, dopo uffici, asettici ambienti aziendali e desktop personali,
l’obiettivo dichiarato è la conquista del salotto e del soggiorno delle
nostre case. Come? Sostituendo i diversi apparecchi che oggi utilizziamo con
un’unica postazione multimediale
in grado di gestire musica, filmati, televisione,
collezioni fotografiche, e senza rinunciare alla comodità del telecomando
e alla qualità di un sistema audio o di un televisore di ultima generazione.
Per cogliere l’essenza di questa strategia, basta leggere i comunicati stampa
e le presentazioni sul sito che hanno accompagnato il lancio di questa versione
speciale di Windows XP. Ma basta anche dare un’occhiata al design di molti dei
PC o apparecchi Media Center già sfornati dai grandi produttori mondiali
così come da diversi retailer italiani. Gli squallidi case color panna,
che pochi avrebbero osato mettere in bella mostra nell’ambiente più importante
della propria abitazione, sembrano relitti di un’altra epoca.

La lista delle funzionalità e dei servizi offerti da Windows Media Center
è davvero lunghissima. Una visita al sito di Microsoft Italia vale certo
più della sintesi stringata che potremmo offrire in questo spazio. Ovviamente,
gli scenari d’uso prospettati dipenderanno molto da diversi fattori. Dall’hardware
utilizzato, per iniziare. O da certe limitazioni, come il mancato supporto per
la ricezione di trasmissioni televisive via satellite. Ma anche dalla disponibilità
reale di servizi accessori, che si tratti della guida interattiva ai programmi
televisivi o di MovieFinder. Per non parlare della presenza in casa di una connessione
a banda larga o del prezzo, che se è decisamente abbordabile per i modelli
di base, cresce parecchio per quelli di fascia alta che garantiscono qualità,
dotazione hardware di rispetto e prestazioni.

Per il mercato italiano, intanto, oltre alla partnership con i principali
produttori nazionali di PC, sono stati annunciati accordi con Telecom Italia
e con il gruppo bancario MPS (Monte dei Paschi di Siena). Rosso Alice renderà
disponibili i suoi contenuti digitali tramite il nuovo portale Online Spotlight,
appositamente creato come canale di distribuzione per gli utenti Media Center.
Il gruppo bancario toscano, invece, fornirà servizi di home banking gestibili
direttamente dal proprio apparecchio televisivo.

Insieme al sistema operativo, sono stati presentati anche i primi esemplari
dei cosiddetti Media Center Extender, come il WMCE54AG di Linksys. Si collega
alla TV o allo stereo con i cavi tradizionali e alla macchina Media Center con
una connessione Ethernet (con cavo o wireless), consentendo la fruizione dei contenuti
presenti su un dispositivo Media Center anche in altre stanze della casa. E Microsoft
ha pensato pure alla portabilità dei contenuti. Arriveranno a novembre
i primi dispositivi Portable Media Center firmati da Samsung e Creative.

Ora che la piattaforma c’è, dunque, per Microsoft viene la partita più
difficile, quella che si gioca sul piano del marketing e della comunicazione.
L’edizione 2005 è la terza per Windows Media Center, sicuramente quella
più promettente. I risultati finora non sono stati però quelli attesi.
Per il numero di apparecchi Media Center venduti, innanzitutto, ma anche per l’impatto
sulle modalità di consumo. Microsoft, per esempio, consiglia per un utilizzo
ottimale il collegamento ad un buon televisore, cita il soggiorno, il divano.
Ma dai dati di una ricerca condotta proprio dalla società di Redmond (citati
in un articolo del New York Times) risulta che la stragrande maggioranza di utenti
Media Center, usa il sistema con monitor tradizionali, non lo collega all’impianto
audio principale della casa, lo usa essenzialmente per gestire collezioni di foto
digitali e non per vedere la TV. In pratica, è prevalsa la percezione di
questi sistemi come PC, buoni per fare certe cose e non per altre. La tendenza,
nell’home entertainment, sembra ancora rivolta all’acquisto di prodotti ad hoc,
in grado di fare magari una cosa sola, ma di farla bene. L’idea di Media Center,
insomma, è per certi versi promettente, ma immaginare milioni di famiglie
riunite in salotto sotto il segno di Windows è certamente prematuro.