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Spam, Microsoft punta il dito contro Walter Rossi

Microsoft punta il dito contro uno spammer italiano: il suo nome è Walter Rossi ed il gruppo di Redmond ha già inoltrato causa legale presso il Tribunale di Torino. Un anno fa con una impegnativa Rossi aveva promesso di porre fine allo spam

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«Microsoft Corp. ha depositato oggi presso il Tribunale di Torino un atto di citazione per spamming nei confronti del Sig. Walter Rossi. L’azione civile contro il Sig. Rossi è stata avviata da Microsoft a seguito di diverse segnalazioni ricevute dai propri clienti a proposito di messaggi commerciali indesiderati pervenuti nelle loro caselle di posta elettronica»: con queste parole Microsoft Italia ha annunciato l’inizio di un percorso legale che porterà l’impero di Gates a vedersela con l’italiano accusato di spam.

Secondo quanto si può evincere dal comunicato ufficiale del gruppo, Microsoft aveva approcciato il signor Rossi già un anno fa quando quest’ultimo aveva garantito, sottoscrivendo una apposita impegnativa, che avrebbe posto fine alla propria attività spammatoria. Oggi Walter Rossi risulta irreperibile e la causa legale è già nei corridoi del tribunale piemontese.

Il contesto in cui si inserisce l’iniziativa contro Walter Rossi è quello di una Microsoft impegnata contro lo spam sia a livello legale che a livello tecnologico: se il Sender ID risulta essere un tentativo ancora non andato a buon fine, è il fattore giuridico quello attualmente più incisivo in tal senso. Così si esprime in proposito Horacio Gutierrez, Responsabile dell’Ufficio Legale di Microsoft in EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa): «Questa azione legale rappresenta un ulteriore passo nel contrastare il fenomeno dello spam […]. L’azione civile presentata oggi è un segno tangibile dell’impegno di Microsoft a fornire ai propri clienti un utilizzo sicuro del Personal Computer. Dal 2003 in Europa sono state presentate 7 denunce e 10 obiezioni nei confronti di soggetti coinvolti in attività di spamming e sono stati contattati 70 tra aziende e individui sospettati di analoghe attività».

Conclude Gutierrez: «Confidiamo che il numero di azioni che Microsoft e i suoi partner hanno intrapreso in tutto il mondo, oltre 120 per quanto concerne la sola Microsoft, possano fungere da deterrente e persuadere altre persone a cessare le loro attività di spamming».