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Google Desktop Search: oltre la ‘beta’

Google lancia il proprio Desktop Search eliminando la dicitura 'beta' ed aggiungendo importanti novità al prodotto. Tra le peculiarità di maggior rilievo la ricerca tra i file multimediali tramite meta-tag e la possibilità di creare personali plug-in

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Google Desktop Search, servizio che per lungo tempo ha contraddistinto la tirata di Google sul gruppo dei motori di ricerca, lancia lo sprint finale presentandosi al pubblico in versione ufficiale senza la famigerata dicitura “beta”.

Il tool di ricerca è al momento disponibile al download in 4 versioni: due versioni di cinese (tradizionale e semplificato), una inglese ed una coreana. Il punto di forza della nuova versione è il valore aggiunto di numerose novità che non solo vanno a coprire il gap con le innovazioni apportate dalla concorrenza (Yahoo! in primis), ma rilanciano la battaglia con alcune peculiarità di importante rilevanza.

Innanzitutto il nuovo Google Desktop Search è in grado di indicizzare numerosi file in più, andando così a ricoprire anche tutto l’indispensabile settore dei file multimediali. Lo strumento contempla ora infatti anche file musicali (MP3, WMA, WAV), grafici (JPG, GIF, PNG, BMP) e video (AVI, MPG e altri). Fondamentale, in questo contesto, la ricerca per meta-tag. Nell’ipotesi di una collezione di migliaia di file musicali, ad esempio, è possibile ricercare quanto desiderato partendo dal titolo o dall’autore del brano, giungendo così al file procedendo per associazioni e permettendo un importante passo avanti rispetto ad ogni altro strumento del settore.

Google Desktop Search contempla ora anche i file .pdf. L’indicizzazione è inoltre possibile per le mail archiviate con Netscape Mail, Mozilla Mail e Thunderbird, mentre vengono altresì conservate le pagine visitate con i browser Netscape 7+, Mozilla e Firefox.

Nikhil Bhatla, product manager Google, sottolinea come la versione ufficiale costituisca un elemento indispensabile in quanto è in grado di mantenere immagine di tutta l’attività operata a pc. Addirittura il tool può divenire fondamentale nei casi di crash delle applicazioni in quanto può mantenere archiviato il testo ricavabile dall’applicazione in blocco.

Una delle caratteristiche peculiari dello strumento è soprattutto la possibilità di estenderne le capacità: tramite una apposita distribuzione di documentazione Google permette infatti ai programmatori volontari di creare plug-in in grado di estendere le capacità di indicizzazione o l’uso dello strumento di ricerca. Tali plug-in verranno promossi gratuitamente tramite gli spazi promozionali Google.

Forti rassicurazioni sono offerte inoltre in ambito sicurezza, lato della vicenda che aveva costituito finora il maggiore tallone d’Achille del prodotto. L’eliminazione della “beta” è la maggior promessa firmata da Google e le novità introdotte sembrano voler costituire l’ennesimo cambio di velocità del gruppo sulla concorrenza.