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Microsoft Windows Vista: il nome fa discutere

A poche ore dalla prima release Microsoft Windows Vista fa già discutere. Al centro dell'attenzione il nome, considerato dai più troppo comune e soprattutto usato già in svariati modi da più aziende. Emerge la possibilità di contestazioni di trademark

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Fin dal primo momento il nuovo nome di Longhorn ha fatto discutere. L’opzione lascia allibiti molti in quanto ad opportunità della scelta, ed oggi anche il Washington Post sceglie di trattare l’argomento con dovizia: per un sistema operativo che promette rivoluzioni la scelta del marchio è quantomeno importante.

L’influente testata introduce il caso segnalando la costernazione dei più nel vedere il prossimo sistema operativo Microsoft assumere il nome di una ditta di ascensori, di un detergente e di molti altri prodotti esistenti. Il nome “Vista” è in effetti quantomeno comune e non solo in zone di lingua latina. James T. Berger, un professore universitario sentito dalla testata, si chiede se per Microsoft non si sia trattato di un eccesso di tracotanza («pensano di poter fare ciò che vogliono»).

Stacy Drake, portavoce Microsoft, difende le posizioni del gruppo spiegando come il trademark sia stato protetto in oltre 100 paesi prima ancora che il nome trovasse annuncio pubblico. La Vista Software (Vista.com), con sede (guarda caso) a Redmond, inizia già a patire del problema trovandosi sommersa di richieste relative al nuovo Windows. John Wall, CEO dello sfortunato gruppo, sottolinea il grave danno che subirà la propria azienda e chiarisce come Vista Inc. non abbia nulla a che fare con Microsoft (dichiarazione obbligata in seguito ad alcune vecchie vicissitudini legavano in nome di Vista a Microsoft in seno al caso SCO)

Il Washington Post spiega come eventuali contestazioni possano essere avanzate solo su prodotti simili che in qualche modo possano causare confusione nell’utenza: impossibile, dunque confondere un sistema operativo con un detergente. Ma la casistica è in questo caso decisamente ampia e, nonostante da Redmond si assicuri al momento la totale tranquillità, è difficilmente ipotizzabile un’assenza totale di contestazioni legali.

In passato il noto caso Lindows finì con la riconosciuta colpevolezza del sistema operativo open source alla cui dirigenza non fu sufficiente appellarsi al fatto che “Windows” fosse una parola di uso comune. Ora l’obiettivo si sposta su Vista, e AltaVista, e AstaLaVista, e Vista Print, e Baja Vista e tutti gli altri trademark simili già regolarmente registrati negli USA.