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Google dialoga con i disobbedienti

Una nuova politica di dialogo è stata messa a punto da Google nei confronti di quanti chiedono l'introduzione dei propri siti web nell'indice nonostante alcune pagine non siano in regola con le linee guida del motore. Manca la conferma ufficiale di Google

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Un post su <Edit> di Fabio Sutto fa emergere una notizia che, vociferata per la prima volta ad inizio Settembre, sta trovando ora nuove conferme: Google avrebbe intrapreso una nuova linea di condotta con coloro i quali mettono a punto siti web contrari alla policy del motore di ricerca (e tradizionalmente estromessi senza appello dall’indice).

La nuova politica, ad ora attiva in un progetto pilota, prevede l’invio di una mail ad alcuni degli indirizzi trovati sul sito incriminato. La mail segnala le problematiche evidenziate e consiglia di correggere il sito web prima di richiedere la reintroduzione dello stesso nell’indice Google.

Questo il testo della mail secondo la traduzione di Sutto: «Egregio proprietario/webmaster del sito [URL], durante l’indicizzazione delle sue pagine WEB abbiamo rilevato che alcune non rispettavano le linee guida sulla qualità che si possono trovare qui [URL]. Allo scopo di preservare la qualità del nostro motore di ricerca abbiamo temporaneamente rimosso alcune pagine dai risultati delle ricerche. Al momento è previsto che le pagine da [url del sito] saranno rimosse per almeno 30 giorni. In particolare nel suo sito abbiamo rilevato le seguenti pratiche : [segue una lista url->pratica scorretta]. Preferiremmo avere le sue pagine nell’indice di Google. Se desidera essere reincluso, per cortesia corregga o rimuova tutte le pagine che non rispettano le linee guida sulla qualità. Quando avrà provveduto per favore invii una richiesta di re-inclusione a [URL]. [seguono brevi istruzioni]».

Firmato: Google Search Quality Team. L’iniziativa si prefigge il dichiarato scopo di affinare ulteriormente la qualità del motore permettendo ai siti estromessi, per motivi addebitabili a semplici errori in buona fede, la possibilità di rientrare nell’indice in linea con il regolamento. La notizia ha preso inizialmente forma da una segnalazione su ThreadWatch. Manca ancora, al momento, una conferma ufficiale da parte di Google.