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Sony W900i, assalto a Rokr

470Mb di memoria per un telefonino, un walkman, una fotocamera, una radio, eventualmente per lo storage: W900i è il nuovo nato di casa Sony e si candida con forza a sfidare Apple partendo dal parziale insuccesso del Rokr

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Il rilancio di Sony sembra essere importante: il nuovo Walkman W900i sembra infatti avere le carte in regola per ostacolare il mercato Apple e, soprattutto, per occupare una posizione di tutta importanza nel settore nascente della convergenza tra lettori multimediali e dispositivi per la telefonia mobile. La risposta è importante soprattutto alla luce del tribolato avvio del Rokr e degli altalenanti rapporti tra Motorola ed Apple.

Figura 1: Sony Walkman W900i
Sony Walkman W900i (By Engadget)

Il W900i è un cellulare tri-band che unisce sotto il marchio Walkman le funzionalità di un cellulare, quelle di un lettore per file musicali e una fotocamera da 2 Megapixel. Connettività Bluetooth, display TFT da 240 x 320 pixel, possibilità di registrare video, zoom 8x in dotazione, radio FM e, soprattutto, una capacità di memorizzazione pari a 470Mb. Tale memoria, inoltre, è espansibile fruendo del supporto Memory Stick Pro Duo (grandi la metà rispetto alle tradizionali Memory Stick Pro e capienti fino a 1Gb).

I formati compatibili per la lettura di file musicali sono i vari MP3, AAC, AAC+, WAV, MIDI e XMF. Il cellulare è interfacciabile solo con sistemi Microsoft, entrando così automaticamente nell’orbita di gravitazione attorno ai DRM della casa di Redmond: la guerra tra i formati è il punto fondamentale sul quale si snoderà il mercato dei lettori multimediali per il prossimo futuro, con Microsoft ed Apple come principali attori in uno scontro che vede al momento la casa di Cupertino fortemente in vantaggio grazie al dominio incontrastato della propria serie iPod.

Il telefonino Walkman sarà disponibile in Europa a partire dalla fine dell’anno, candidando così il W900i a sfidare Apple tra i regali hi-tech per il prossimo Natale. Curiosamente il dispositivo dovrebbe giungere negli Stati Uniti solo in seguito, saltando dunque l’appuntamento natalizio.