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Addio Grokster: la fine di un’era

Grokster chiude definitivamente la propria attività tradizionale: il sito annuncia l'accordo con la RIAA e confida l'intenzione di aprire un music store completamente legale e chiamato Grokster3G. Con la fine di Grokster finisce un'era.

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Con il funerale di Grokster, dopo le prime sorde cadute di WinMX ed eDonkey, finisce un’era. Gli ultimi sospiri del P2P, almeno per come lo si è conosciuto negli anni passati, si spengono nel rassegnato annuncio con cui la homepage del sito Grokster.com si congeda dalle proprie attività: «La Corte Suprema degli Stati Uniti ha confermato all’unanimità che usare questo servizio per lo scambio di materiale protetto da copyright è cosa illegale […] Esistono servizi legali per il download di musica e film. Questo servizio non è uno di quelli». L’accordo prevede, oltre alla sospensione del servizio P2P, un risarcimento da 50 milioni di dollari.

Grokster è stato dunque definitivamente affossato e la RIAA può esultare (qui il festoso comunicato dell’associazione) per una chiara vittoria su un mezzo che, oltre ad aver creato uno scontro senza precedenti in cui anche oltre 10.000 utenti sono finiti nel braccio della legge, ha messo in discussione l’essenza stessa del mercato della musica. E’ dallo scontro tra major e P2P che è stata partorita infine la nuova dimensione rappresentata dai music store (iTunes, MSN Music, Napster, eccetera).

Grokster guarda avanti e si propone sotto la nuova veste di music store legale. Il nuovo nome sarà Grokster3G ed un apposito sito web è già stato attivato con la promessa di una «esperienza P2P sicura e legale […] semplicemente il meglio di ciò che il P2P ha da offrire». La versione beta del software è annunciata come prossima al rilascio, ma è ben chiaro a tutti come il nuovo Grokster nulla avrà a che fare con il vecchio: per gli utenti abituati al download gratuito dei propri file preferiti rimangono ora pochi spiragli dalla vita presumibilmente breve.