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Red Pass: anche Virgin propone l’abbonamento

Anche Virgin segue l'esempio di Napster nell'offerta di una sottoscrizione mensile per poter fruire di tutta la musica che si desidera senza spese ulteriori. Virgin gravita in ambito WMA e se l'abbonamento scade la musica non è più fruibile

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Virgin Digital raddoppia il proprio impegno nell’ambito della musica digitale. Virgin non solo raddoppia, ma facendo proprio l’eclettismo del gruppo propone altresì una duplice scelta tra le due offerte oggi standardizzate nell’offerta di brani musicali online: l’acquisto dei singoli file o la sottoscrizione di abbonamenti per la fruizione senza limiti della musica desiderata.

La nuova offerta in fase di lancio prende il nome di Virgin Digital Red Pass e consiste in un abbonamento da 7.99 dollari al mese che permette di accedere «senza contratto» ad una collezione di 2 milioni di brani provenienti da oltre 15.000 etichette. L’utente può così iniziare a scaricare materiale protetto con DRM Microsoft (Windows Media Audio) e può farne uso fino a quanto il contratto Virgin rimarrà attivo. In quanto protetta con DRM Microsoft, tutta l’offerta Virgin Digital Red Pass è incompatibile con i lettori iPod (lo scontro con Apple non è una novità) e può essere riprodotta solo ed esclusivamente su player specifici “Plays for sure”.

Alla scadenza del contratto tutto il materiale diventa inutilizzabile. Una caratteristica importante è però il fatto che alla eventuale riattivazione dell’account tutto il materiale protetto accumulato torna immediatamente disponibile, permettendo così all’utenza “pause di riflessione” senza dover sottostare alla minaccia della perdita in toto della propria collezione.

Red Pass si inserisce in un quadro di instabilità del settore: iTunes continua a dominare incontrastato, ma il mondo Microsoft sta provando varie vie per intaccare la leadership Apple e tentare di tagliare una fetta più grossa nella golosa torta dell’e-content musicale. Warner Music, nel contempo, firma la partnership con lo Snocap di Shawn Fanning (l’inventore del primo Napster) seguendo il percorso precedentemente tracciato da Sony BMG, EMI e Universal Group.