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Microsoft: il web based non cancellerà il software

Il modello Microsoft (software) ed il modello Google (servizi web based) sono complementari e nessun processo sostitutivo è stato messo in atto: non ci sono le condizioni tecniche. Microsoft si dice dunque interessata ad entrambi i modelli

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Jim Allchin, ai vertici del direttivo Microsoft, in una intervista a IDG riportata da PCWorld ha offerto un importante approfondimento circa quello che sarà il mercato che verrà. In particolare il discorso verte sui servizi web-based con cui Windows Live ha inaugurato un nuovo modo di fare business differentemente da quanto operato finora con la propria distribuzione software.

Secondo Allchin ci sono due modelli: quello dei software, in cui Microsoft opera da leader, e quello dei servizi in cui Google è il modello principale. I due paradigmi non sarebbero però direttamente competitivi e, anzi, potrebbero dirsi addirittura complementari: le peculiarità dell’uno ben coprono i difetti dell’altro e viceversa, offrendo così maggiore opportunità di scelta all’utenza. Il modello web-based, infatti, è per logica di cose un modello ad-based e non tutti gli utenti sono concordi ad adoperare strumenti seguendo tale impostazione. Importante è inoltre la considerazione secondo cui la scelta del modello tecnico da portare avanti è origine della scelta del modello economico conseguente.

In fede al punto di vista espresso, Jim Allchin nega la possibilità che i servizi web based possano, allo stato dei fatti, sostituire i client software: l’interazione tramite il web non è ancora sufficientemente performante ed un processo sostitutivo non sarebbe dunque ancora assolutamente ipotizzabile. Si conferma di conseguenza il pieno interesse Microsoft in entrambi i modelli: Windows e Windows Live sono due mondi completamente separati (Vista incluso) tra i quali può eventualmente essere identificata una qualche sinergia, e sicuramente entrambi i mondi hanno ad oggi ampie prospettive di sviluppo per il futuro («there’s probably a lot of money to be made», chiosa Allchin).