Google vuole la televisione

Una frase di Eric Schmidt non lascia spazio ad interpretazioni: Google sta pensando alla tv come prossimo bacino di contenuto da sfruttare per le proprie finalità promozionali. Rimane solo da capire il come ed eventualmente il quando

La tanto conclamata convergenza tra Internet e Tv potrebbe presto compiere il passo definitivo verso la fusione dei due medium e la nascita di una forma ibrida che potrebbe portare il marchio Google impresso. Non si tratta di bislacche interpretazioni o di improbabili rumor, ma trattasi di una semplice deduzione dalle parole dell’amministratore delegato in forze a Mountain View. Queste le parole di Eric Schmidt:

«At the most people currently have access to only around 500 television channels. They should have access to everything – that is where we are heading». Il che, tradotto in italiano, significa un vero e proprio annuncio di un prossimo impegno di Google nel mondo della tv. Continua inoltre Schmidt: «badate a cosa è una Electronic Programme Guide. È solo un motore di ricerca e questo è ciò che Google sa fare meglio». L’intenzione, insomma, potrebbe essere quella di ricreare una EPG (Electronic Programme Guide, appunto) disponibile in tutto il mondo con un bacino d’utenza estendibile a qualunque utente connesso in broadband.

L’introito, ancora una volta, sarebbe derivante dal promettente bacino della pubblicità online: Google potrebbe far leva sulla propria raccolta pubblicitaria per proporre nuove forme promozionali (link testuali, play-per-view, pay-per-click, le formule sono ormai variegate) a corredo di un prodotto invece tipicamente televisivo. E tale mercato potrebbe non far gola solo a Google: Intel e Microsoft potrebbero essere particolarmente interessate allo stesso ambito anche se gli interessi di parte potrebbero non colimare in una univoca impronta di sviluppo (due diversi modelli potrebbero dunque nuovamente scontrarsi così come concretizzatosi in passato già in altri ambiti).

L’ostacolo che probabilmente frenerà maggiormente le ambizioni della pressione di internet saranno costituite dalla resistenza del medium televisivo: nessun mezzo di comunicazione è mai scomparso e l’arrivo di un “new media” ha solo e semplicemente riequilibrato le forze in campo pur non cancellando quanto esistente. Il forte radicamento della tv nella cultura è destinato a scemare ma sarà necessario un certo lasso di tempo prima che i media center entrino nelle case, prima che il broadband diventi un bene universale, prima che un browser sostituisca nella cultura popolare il ruolo del telecomando.

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