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Disponibile ai tester Windows Vista build 5472

I beta tester di Windows Vista hanno da poche ore a disposizione la nuova build 5472. La nuova release contempla numerosi fix di sicurezza, performance migliorate, interoperabilità con la Xbox ed un nuovo Software Development Kit

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In ritardo o meno sulle scadenze dell’ultima roadmap indicata, Windows Vista compie un nuovo ulteriore passo verso la release finale. Nella settimana in cui è stata respinta l’ipotesi per cui la multa della Commissione Europea avrebbe costretto Microsoft a rivedere i piani relativi al nuovo sistema operativo, infatti, da Redmond arriva la nuova build 5472.

La nuova versione è stata messa a disposizione dei 500.000 tester iscritti ai programmi Windows Vista Technical Beta, Technology Adoption Programme (TAP) e Microsoft Developer Network (MSDN). La nuova release vede novità soprattutto a livello di sicurezza (vari i fix messi a punto) e di performance, il tutto in linea con le indicazioni offerte dalla community dei beta tester nei mesi scorsi.

Tra le ulteriori novità segnalate vanno sottolineate il supporto all’interoperabilità con la Xbox 360 (aspetto sul quale Microsoft punta molto per il proprio mercato futuro, ed il tutto potrebbe avere riscontro anche nel contesto di Zune in quanto il player potrebbe essere distribuito proprio sotto brand Xbox). Inoltre viene distribuito con la nuova versione anche un upgrade al software development kit (SDK) utile alla creazione di software compatibile con il nuovo sistema operativo.

I ritardi legati a Vista hanno nel tempo offuscato quelle che sono le specifiche tecniche del prodotto. Il tutto sta emergendo però dalla continua e fervente collaborazione con i tester. La roadmap ora prevede una prima Release Candidate nel periodo autunnale, a seguito del quale sulla base del riscontro della beta sarà possibile confermare o meno la scadenza di Gennaio per la release finale. Secondo Bill Gates un ulteriore ritardo ha un 20% di possibilità di potersi avverare. Gli investitori sperano altrimenti, con un titolo fermo a quota 22 dollari che poco ha subito le minacce provenienti dal vecchio continente e che mostra invece tutti i segni di uno stock pronto a tornare a livelli più consoni con il valore di un gruppo che sono tra il 2007 ed il 2008 andrà a raccogliere quanto seminato negli anni di “Longhorn”.

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