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Ssst… Google ti ascolta…

Il progetto sembra serio e le fonti assicurano una spiegazione proveniente da Google: il motore di ricerca potrebbe prepararsi ad ascoltare i rumori provenienti da un microfono per completare le informazioni sulle abitudini di colui che è alla tastiera

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Spaventa, forse, ma si inserisce in linea con quanto portato avanti fino ad ora da Google: imprestami informazioni sulla tua vita, ti garantisco la privacy e ne avremo beneficio entrambi. Questo sistema ha funzionato fino ad oggi, ha superato l’ostacolo Gmail e le proteste di quanti lanciavano anatemi contro il Grande Fratello delle caselle di posta ed ora si prepara a sfidare una nuova clamorosa barriera: entrare nelle case tramite un microfono ed analizzare quanto vi sta succedendo.

Il progetto non è nuovo: prima dell’estate per voce di Peter Norvig (direttore della ricerca per Google) l’idea era stata delineata. Se non raccolse troppo credito è perchè il prototipo illustrato appariva un’ipotesi futuristica che non intaccava troppo la realtà odierna. Ma è bastato un sussurro secondo cui il codice sarebbe ormai praticamente pronto ad entrare in azione ed ecco esplodere l’eco attorno al caso: tornano gli anatemi, tornano le paure, ma il Grande Fratello si imporrà presumibilmente un’altra volta con l’arma del lasciar fare alla volontà dell’utente. In cambio, chissà, di qualcosa oltre alla semplice maggior rilevanza dei risultati nelle ricerche e nelle promozioni.

A grandi linee: il microfono recepisce il suono ambientale che circonda il computer e ne identifica la fonte (una tv, una radio, una voce, un telefono). Tali informazioni vengono compattate in un messaggio in digitale di piccole dimensioni ed il tutto viene archiviato in remoto per contribuire giorno dopo giorno all’affinamento dell’identità dell’utenza. Nessun dettaglio scaturisce circa le capacità del sistema e la discrezione del microfono, ma saranno proprio tali dettagli a far la differenza quando il tutto dovrà affrontare il mercato.

Innegabilmente la storia è sembrata fin da subito una burla, ma è comunque spesso sull’incredibilità dei suoi progetti che Google ha eretto il proprio successo (basti ricordare la casella di posta da 1Gb lanciata il 1° Aprile fingendo un pesce d’Aprile invece molto reale). Dopo le prime righe scritte in proposito dalle prime fonti sulla notizia, anche The Guardian, il Corriere della Sera ed altri hanno affrontato l’argomento. Non resta che attendere una conferma ufficiale tramite i famigerati dettagli del progetto, poi si potrà assistere alla solita trafila che mescola entusiasmo, timori ancestrali, interventi istituzionali ed interessi economici. Questi ultimi, storicamente, hanno avuto la meglio.