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Vista tarderà a causa della Commissione Europea

Secondo l'opinione Microsoft il gruppo sarà costretto a distribuire in ritardo Windows Vista nell'UE a causa del comportamento nebuloso e scorretto della Commissione Europea. Quest'ultima respinge le accuse e si tira fuori dal caso. E' piena guerra fredda

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Windows Vista potrebbe non arrivare sul territorio europeo negli stessi giorni in cui comparirà sugli scaffali del resto del mondo. Le dichiarazioni delle parti in causa lasciano emergere un certo dissapore originato presumibilmente in seguito agli ultimi scontri in ambito antitrust: le parti stanno facendo pressioni reciproche ma dal dibattito trapelato sulla stampa non è identificabile una chiara problematica in grado di bloccare la distribuzione.

Microsoft lascia intendere come dall’Europa siano giunte pressioni affinchè il gruppo si attenga alle regole e faccia quanto necessario per rendere accettabile la sua situazione di monopolio di fatto. Allo stesso tempo, però, Microsoft spiega di aver fatto proposte concrete all’UE senza ricevere risposte, contro-proposte o linee guida da seguire per risolvere al meglio, fin da subito, eventuali problemi.

Ricomincia il gioco delle parti. Microsoft da parte sua accusa la Commissione Europea spiegando che senza una chiara direttiva il prodotto potrebbe slittare oltre la scadenza prevista causando gravi problemi al gruppo ed ostacolando, di fatto, la competizione. La controparte chiede di non girare la frittata a piacimento: la Commissione non deve dare alcun segnale di assenso per la distribuzione del prodotto, la Commissione non ha responsabilità alcuna sui tempi di distribuzione e se Vista sarà in ritardo la Commissione non potrà essere accusata di alcunchè.

I rapporti tra le parti circa Windows Vista sono fermi a Marzo, quando una lettera indirizzata a Steve Ballmer consigliava di verificare il sistema operativo prima della commercializzazione affinchè non si incorresse in ulteriori guai giudiziari quali quelli incentrati su Windows Media Player (su cui si è sviluppato il processo che ha portato Microsoft alla maxi-multa di quasi 500 milioni di euro).

Il braccio di ferro continua oggi con azioni isolate che ben dipingono il quadro di tensione esistente. Microsoft si è innazitutto rivolta alla SEC spiegando i propri problemi in Europa e deviando responsabilità derivanti da un posticipo dell’uscita del sistema operativo. In Europa, nel frattempo, 4 europarlamentari inglesi hanno chiesto a Neelie Kroes, a capo della commissione antitrust, una mano più morbida su Windows Vista per evitare uno scontro frontale controproducente.