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La PMI italiana ha scoperto Skype

Lo Skyper medio è giovane e maschio. Sul lavoro Skype è utile a tenere contatti con partner e collaboratori, mentre l'uso personale rimane la fruizione più diffusa. In generale chi usa Skype è tanto soddisfatto da consigliare il software ai conoscenti

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Una ricerca per uso interno fornisce a Skype un quadro molto positivo rispetto a quella che è la posizione del software sul mercato italiano. Pur non essendo disponibili i numeri relativi alla dimensione assoluta del fenomeno (in Francia è trapelata una quantificazione di 5 milioni di utenti attivi), in Italia le cifre premiano comunque la soddisfazione della clientela e l’attitudine all’uso del VoIP di Skype. Non solo: l’uso del software in ambito business sarebbe in forte aumento e tale tendenza sarebbe in Italia ancor più evidente che non a livello internazionale.

Emerge dunque, innanzitutto, un ampio uso di Skype in ambito lavorativo, ove il risparmio in termini di telefonia va a riflettersi direttamente sul bilancio e dove l’adozione di tale strumento permette altresì di avere a portata di mano una comunicazione più efficace e diretta con i propri partner, i propri collaboratori ed i propri clienti. Le PMI italiane, numeri alla mano, hanno dunque imparato a conoscere il VoIP e Skype sta cavalcando la transizione macinando cifre in forte crescita.

In ambito business Skype è divenuto lo strumento ideale soprattutto per le chiamate internazionali, dunque dove il risparmio si fa più importante e dove lo strumento VoIP restituisce i vantaggi maggiori. In questo ambito l’uso di Skype raccoglie un successo che supera del 100% quello della rete fissa, surclassando con percentuali ancor maggiori la più onerosa rete mobile. Per le chiamate locali la battaglia è tutta tra Skype e telefonia cellulare in quanto la rete fissa rimane ancora sempre lo strumento più in voga tra gli oltre 1000 intervistati.

Il grado di soddisfazione rilevato è per logica di cose direttamente correlabile alla quantità di Skyper che consigliano il prodotto ad amici e conoscenti e sulla base di questo assunto la “customer satisfaction” non può che premiare le strategie del gruppo: su oltre 4000 intervistati, ben l’80% dell’utenza asserisce di aver consigliato il prodotto a più persone mentre è quantificabile in poche unità la percentuale degli utenti pronti a sconsigliarlo.