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Assoprovider: Telecom, così ancora non va

Assoprovider ha diffuso un lungo comunicato facendo le pulci alle proposte di Ruggiero e chiedendo un immediato intervento da parte di Guido Rossi per spiegare come, quando e perchè Telecom voglia ora procedere allo scorporo della rete fissa

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«Siamo certi che la presenza di Guido Rossi alla guida di Telecom Italia sia una garanzia di riequilibrio verso l’applicazione delle regole che sono previste nel mercato delle Comunicazioni, ma notiamo che da Telecom Italia continuano ad arrivare proposte che vanno in direzione opposta alla liberalizzazione. Da questo punto di vista, ci auguriamo che il prof. Rossi capisca che la proposta di scorporo del solo rame che va da casa dell’utente all’armadio di strada, ultima novità proposta dall’a.d. di Telecom Italia, Riccardo Ruggiero, non va nella direzione che serve al paese». Così Assoprovider ha introdotto il proprio pensiero in una accorata risposta al prof. Rossi circa i piani espressi per il futuro di Telecom Italia.

Continua il comunicato: «lo scorporo della rete fissa dal resto di Telecom Italia deve servire a garantire la vera liberalizzazione del mercato ed il pluralismo conseguente nelle Comunicazioni, non a rimpinguare le casse. L’idea di scorporo, proposta da Riccardo Ruggiero è dettata dagli interessi futuri dell’azienda, che non sono quelli generali del paese. Assolto a questo catartico scorporo, Telecom Italia proseguirebbe con la creazione della cd. NGN (Next Generation Network) , che pretenderebbe deregolamentata, in cambio dello scorporo di cui sopra, utilizzando quanto incassato dallo scorporo del solo doppino armadio-casa. Questo, secondo la Vision del dottor Ruggiero, risolverebbe contemporaneamente i problemi di liberalizzazione del mercato italiano delle Comunicazioni (a nostro parere falso), e rilancerebbe Telecom Italia come Media Player (verissimo)»

Assoprovider è contro le proposte di Ruggiero sotto molti punti vista. Non si vedono garanzie circa il famigerato «pluralismo delle comunicazioni», non ci sono sufficienti garanzie in quanto ad interoperabilità, non vi sono risposte adeguate circa i problemi attuali di Telecom Italia nè verso i problemi che già in passato hanno riguardato le politiche di investimento del gruppo. Gravi dubbi sono inoltre espressi in relazione all’applicazione tecnica delle promesse di Telecom: «quanti operatori connessi in fibra o in rame può ospitare uno dei 100.000 armadi di strada? Quanti operatori possono essere connessi dagli armadi alle 10.600 centrali? Chi gestirebbe e dirigerebbe i lavori in centrale e negli armadi e nei relativi collegamenti? Quanti scavi del suolo pubblico con relativi disagi siamo ancora disposti a sopportare come cittadini e come amministratori?».

Per Assoprovider, insomma, «lo scorporo non deve riguardare gli ultimi cento metri di rame, ma si deve estendere fino alle centrali telefoniche». Ergo: «ci auguriamo che il prof. Rossi, per dimostrare che veramente le cose stanno cambiando voglia chiarire cosa ne pensa della proposta Ruggiero; certo lo scorporo avverrà con tempi più lunghi, ma vista la solerzia di Ruggiero, una risposta chiarificatrice sulle reali intenzioni deve intervenire subito».

L’associazione ha infine fatto i conti in tasca all’incumbent, concludendone che «per un pagamento “cash” la rete di accesso pagata 9.000.000.000 di euro sarebbe strapagata (si comprerebbe a valore di nuovo qualcosa di già ampiamente ammortizzato)».