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Red Hat nell’angolo: Oracle lancia la sfida

Oracle Ubreakable Linux è il programma con cui il gruppo Oracle ambisce ad entrare nel mercato dell'assistenza Linux. La strategia è completamente basata sul prezzo: sconto del 50% e prova gratis fino al 31 Gennaio. Il titolo Red Hat crolla a Wall Street.

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È bastata una semplice frase: «il nostro supporto costa meno della metà di quanto fa pagare Red Hat». In un attimo Larry Ellison, amministratore delegato Oracle, ha spinto le azioni Red Hat al tracollo lanciando sul mondo Linux una battaglia sui prezzi che promette di sconvolgere gli equilibri attuali. L’offerta prende il nome di “Oracle Ubreakable Linux” ed è valida fino al 31 Gennaio 2007 con tanto di prova gratuita a disposizione.

Con questa mossa Oracle lascia intendere a chiare lettere di voler occupare una propria pesante posizione sul mercato del pinguino. Le speculazioni sono scattate immediate fino ad ipotizzare una possibile acquisizione di Red Hat (con il nome IBM coinvolto nell vituperio delle suggestioni di mercato). È ancora Ellison, però, a dare la propria sentenza: «non penso che tutto ciò ucciderà Red Hat […] Trattasi di capitalismo». Semplice competizione, normale offensiva basata sulla politica dei prezzi insomma. L’idea di fondo trasmessa da Oracle è quella di voler portare l’open source alla crescita, non di ambire alla sconfitta del leader attuale del settore.

Spiega Reuters: «Linux è la più popolare variante open-source di software, che consente agli sviluppatori di condividerne codici e funzioni. Gli utenti pagano solo per servizi quali manutenzione e supporto tecnico. Entrando nel mercato in forte crescita di Linux, Oracle si spinge in un settore al quale aveva sinora partecipato solo indirettamente». Ed è un’entrata che si è fatta immediatamente notare.

Secondo gli analisti la “piccola” Oracle ha una struttura più snella di Red Hat e per questo motivo ha tutto il potenziale per poter lasciare un segno pesante sul diretto concorrente. Da Red Hat non giunge al momento alcun commento ufficiale sulla vicenda, probabilmente in prospettiva dell’apertura odierna a Wall Street. Solo il portavoce Matthew Szulik ha affrontato l’argomento semplicemente sminuendo i pericoli per il gruppo e plaudendo un impegno che non può che far bene al movimento open source nel suo complesso, ma senza affrontare nello specifico i risvolti della sfida piombata improvvisa sul mercato.

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