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Fastweb in ribasso, ma occhio a Babelgum

Azioni Fastweb in forte ribasso: il numero uno Silvio Scaglia ha ceduto 5 mln di azioni a Unicredit Banca Mobiliare affondando il titolo. Secondo alcuni rumor, però, la liquidità servirà per finanziare Babelgum, un nuovo simil-Venice Project (ora Joost)

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Solo ieri si erano diffusi i dati relativi all’ultimo anno di Fastweb e tutto sembrava essere all’insegna dell’ottimismo: risultati in attivo in linea con le attese, apertura in positivo, poi la flessione del titolo, fino allo scivolone di oggi con oltre 4 punti percentuali di ribasso. Il segno negativo non giunge senza motivazioni: il numero uno di Fastweb Silvio Scaglia ha ridotto in giornata la propria quota di capitale nella società passando dal 25% al 18.75% (sono dunque passate di mano 5 milioni di azioni).

Le azioni vendute da Scaglia sono state acquistate al prezzo di 44.4 euro da Unicredit Banca Mobiliare. Sottolinea Teleborsa: «Silvio Scaglia, pienamente convinto del successo di Fastweb, intende mantenere stabile la presenza di SMS Finance S.A. nel capitale della Società». Infatti l’accordo contiene clausole precise secondo cui la parte rimanente del pacchetto-Scaglia rimarrà bloccata almeno per 12 mesi. La garanzia e la nota specifica si sono rese necessarie da parte di Scaglia per non affondare eccessivamente la quotazione del gruppo, forte di risultati di mercato decisamente positivi e penalizzata invece dalle voci che serpeggiano sul mercato circa gli sviluppi societari del nucleo attuale.

Secondo Finanza Blog c’è qualcosa di più vasto attorno ai movimenti azionari di queste ore: «Silvio Scaglia sta lavorando ad un nuovo progetto, Babelgum, nel campo della televisione via internet e ha bisogno di liquidità […] In sostanza è una piattaforma in cui è possibile collocare le produzioni video. Il servizio è gratuito per l’autore e per lo spettatore. Il business viene dalla pubblicità collocata all’interno della proiezione dei video».

«Insomma», continua Finanza Blog, «una tv commerciale che ha un palinsesto potenzialmente infinito e in cui è l’utente a scegliere ciò che più gli interessa». La descrizione offerta ed i dettagli disponibili sul sito ufficiale avvicinano non poco Babelgum a Joost (ex-Venice Project), il che configura una prima forma di concorrenza per un nuovo sublimato mediatico ancora in piena progettualità (ma già forte di tre nomi di spicco quali Babelgum, Joost e lo Zudeo di Azureus). È a questo punto evidente l’interesse della cosa e le mosse di Scaglia, in quest’ottica, appaiono tutt’altro che rinunciatarie.

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