Babelgum, l’altro Venice Project

Babelbum, il primo concorrente giurato di Joost, è disponibile in beta test. Il software proporrà un modello innovativo di web tv con retribuzione dei contenuti, il tutto curato da un team alla cui presidenza figura Silvio Scaglia, già numero uno Fastweb

Arriva l’atteso invito e così, dopo il precedente test su Joost (ex-Venice Project) possiamo mettere le mani anche su Babelgum, il primo concorrente promesso del sistema web-televisivo suggerito originariamente da Niklas Zennstrom e Janus Friis. La beta è aperta e per accedervi è sufficiente porre richiesta sul sito ufficiale ed attendere l’approvazione.

Anche per Babelgum, così come per il Venice Project, l’impressione iniziale è decisamente positiva. Ottima qualità delle immagini, ottima qualità audio, buon flusso in download ed interfaccia comoda ed intuitiva. Lanciando il software il flusso parte senza attese: come se si accendesse la tv, in tutto e per tutto (manca invece il curioso effetto di spegnimento adoperato da Joost).

L’interfaccia prevede nella parte superiore il cursore di avanzamento dello streaming e nella parte inferiore un menu essenziale per i comandi fondamentali del software. Una sorta di telecomando in sovraimpressione, invece, regola i comandi relativi allo streaming in corso. Ogni comando scompare dopo pochi secondi di inattività lasciando campo libero alla visione dei contenuti nel caso in cui non si desideri interagire godendo semplicemente del prodotto scelto.

Rispetto a Joost, Babelgum offre una varietà di programmazione che sembra inizialmente più variegata e curiosa. Tra i canali più interessanti Trailer Tv (una chicca per i cinefili che vogliono portarsi avanti con quelle che saranno le prossime uscite nei cinema) e Blog Tv (una sequela di contenuti tratti dal noto Rocketboom). In totale sono al momento disponibili 9 canali, ognuno dei quali è riorganizzabile a piacere per poter godere della sequenza preferita: una volta scelto il canale, insomma, ogni utente potrà comporre il palinsesto a proprio gusto.

Una interessante funzionalità presente in Babelgum ed assente in Joost (analizzare la beta è al momento giocoforza un lavorare per differenza) è un piccolo pulsante in grado di trasformare istantaneamente l’immagine da 4:3 a widescreen e viceversa, adattando così i contenuti ai due formati attualmente conviventi.

Solo uno rimane il mistero ancora aperto: Babelgum divide la propria offerta in “Tv” e “Video”, ma quest’ultima sezione rimane al momento totalmente priva di contenuti. Impossibile, dunque, carpirne il significato nel contesto dell’offerta globale. Molto chiaro fin da subito, invece, l’obiettivo del gruppo: creare una piattaforma a cui andranno a convergere coloro i quali avranno materiale video da mostrare. Il piano commerciale è già pronto ed i “content owner” che intendono proporre i propri contenuti potranno contare su 5 dollari di compenso ogni 1000 clip visionate.

Ultima nota di particolare interesse giunge dal “Leadership team” del progetto: Chris O’Hearn come Content Director, Mallku Caballero come Chief Technology Officer, Erik Lumer come fondatore ed amministratore delegato e, dulcis in fundo, l’italiano Silvio Scaglia (il numero uno del gruppo Fastweb) alla presidenza.

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