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Microsoft traccia un ponte tra OOXML e ODF

Microsoft ha iniziato a distribuire tramite SourceForge la versione definitiva del proprio tool di conversione dei documenti tra il formato OOXML (Office Open XML) ed il formato ODF (Open Document Format). Tra le parti in causa v'è forte attrito

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Microsoft ha definitivamente pubblicato la versione ufficiale di OpenXML Translator, tool che rende possibile la conversione del formato proprietario del software Word con il formato invece scelto ed adottato dalla concorrenza. SourceForge mette il tutto a disposizione sotto forma di add-on per Microsoft Word 2007 identificando lo strumento come un «ponte tra il formato OpenXML ed il formato Open Document Format (ODF)». Il tutto è sviluppato in collaborazione con Novell e le prime versioni beta sono a disposizione fin dallo scorso Dicembre.

L’utilità del tool è la possibilità, tramite Microsoft Word 2007, di aprire file ODF e di salvare i documenti nello stesso formato. Così facendo Microsoft unisce i due formati fornendo una risposta alla molteplicità di contestazioni che hanno seguito l’adozione di OpenXML da parte del gruppo di Redmond nell’atto di progettazione della suite Office recentemente distribuita.

Secondo quanto precisato da Microsoft, la differenza tra i due formati è ampio: ODF sarebbe un formato «minimalista» avente approccio completamente diverso dall’onnicomprensivo OpenXML di cui Microsoft ha voluto dotarsi. Inevitabilmente tra le parti è venuta a crearsi una situazione fortemente concorrenziale con Microsoft che si è trovata sulla parte avversa nomi quali IBM e Sun Microsystems. Se Microsoft ha allungato la mano all’ODF è soprattutto perchè quest’ultimo formato ha ottenuto specifica certificazione da parte dell’ISO (International Organization for Standardization) quale standard internazionale e dunque inevitabilmente compreso tra i formati contemplati dalla suite da ufficio più diffusa al mondo (così come apertura v’è stata nei confronti del formato PDF di Adobe). OpenXML vanta al momento l’approvazione ECMA, ma è ancora in attesa di una omologa ratifica ISO che potrebbe diradare gran parte delle critiche oggi gravanti sul nuovo Office.

Pochi giorni prima della presentazione del tool di conversione è emersa la volontà da parte di Microsoft di porre mano alle definizioni che Wikipedia offre in quanto a ODF ed OOXML. Il tentativo si è insabbiato in tutta una serie di contestazioni secondo cui Microsoft avrebbe voluto girare a suo favore una verità che la stessa Wikipedia non sembra però fornire con assoluta fedeltà.

Lo scontro tra i formati crea ancora una volta forti attriti posizionandosi al centro delle dinamiche di mercato che oppongono le parti in causa. L’installazione della release 1.0 di OpenXML Translator richiede un download da 3.19 Mb.